Reggio Bic, la voce dello spogliatoio: Ivan Messina racconta il trionfo europeo tra tattica, gruppo e rivincita

Ivan Messina Reggio Bic

La recente vittoria della Reggio Bic nell’Eurocup 2 di basket in carrozzina ha rappresentato un traguardo significativo per la società sportiva calabrese. A competizione conclusa, emergono i dettagli di un percorso sportivo e gestionale analizzato attraverso le parole di Ivan Messina, uno dei giocatori di maggiore esperienza del roster. Dalle incognite iniziali legate all’esordio nella manifestazione continentale, fino alle intuizioni tattiche dello staff tecnico sul parquet, il racconto ripercorre le fasi salienti che hanno portato al successo europeo, analizzando l’impatto del pubblico reggino e le prospettive future della squadra.

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Il racconto del torneo: dall’esordio alle scelte tattiche

La vittoria della Reggio Bic in Eurocup 2 continua a svelare storie, retroscena e momenti chiave vissuti all’interno dello spogliatoio. Tra i protagonisti, Ivan Messina – uno dei leader del gruppo – ripercorre un cammino fatto di intuizioni, crescita e consapevolezza maturata partita dopo partita. «Stanotte ho realizzato davvero, con difficoltà, ma ho ponderato tutto», racconta. «Il nostro percorso è iniziato dall’Eurocup, con tante incognite. Avevamo una “carta” che non avevamo mai provato in partita ufficiale e non sapevamo cosa aspettarci». La svolta arriva presto, ma non subito: «Con il coach avevamo deciso di non scoprirci nella prima gara contro Londra, giocando con il nostro quintetto base. Poi contro Gran Canaria abbiamo provato il quintetto con quattro lunghi: dopo pochi minuti girava a memoria. Lì abbiamo capito di avere qualcosa di speciale». Da quel momento, la squadra si è sbloccata mentalmente: «I ragazzi hanno iniziato a divertirsi, a giocare con più leggerezza. E anche nei momenti difficili abbiamo reagito da grande squadra». Emblematico il match contro Valladolid: «Quando Baz è uscito per falli, siamo entrati io e Dima e abbiamo piazzato un parziale di 23-8 contro una delle favorite. Lì abbiamo capito di avere due quintetti fortissimi».

Il superamento degli ostacoli e il supporto del pubblico

Nel corso della stagione non sono mancati ostacoli, tra mercato complicato e assenze importanti. «Baz è fondamentale per noi, sicuramente con lui dall’inizio sarebbe potuto cambiare qualcosa anche in ottica scudetto. Ma questo percorso graduale ha dato fiducia a tutti, anche ad Adam, che è arrivato pronto all’Eurocup». Il trionfo europeo rappresenta quindi il punto più alto di un’annata complessa: «Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma chiudere così… va benissimo. Anzi, va benissimo così». Capitolo pubblico: «Si dice che il basket in carrozzina non porti gente al palazzetto, ma non è vero. Il Palacalafiore è grande e dispersivo, ma ho visto un pubblico caldo e appassionato». Tra i tifosi più affezionati anche due presenze ormai simboliche, arrivate da lontano: Tommaso Buffon e “nonno” Carmelo, partiti da Valenza con un volo last minute per sostenere la squadra.

L’unione dello spogliatoio e le prospettive della società

Difficile anche individuare un MVP: «Abbiamo avuto tanti protagonisti. Juninho, Enzo, Baz, Adam e Faith, che ha giocato 40 minuti per la prima volta in carriera. Ma la verità è che sono orgoglioso di tutti i miei compagni». E poi il retroscena che racconta più di ogni altro lo spirito del gruppo: «La notte prima della finale eravamo io, Baz, Enzo e Juninho. Ho detto loro che nella mia carriera avevo giocato due finali, perdendole entrambe. Non potevo perdere anche questa. Ci ha uniti ancora di più. Durante la partita ci guardavamo negli occhi: sapevamo che stavamo costruendo qualcosa di speciale». Una vittoria anche di rivincita, dopo la delusione dell’anno precedente: «Non poteva succedere di nuovo. In qualche modo il karma doveva premiarci».

«Questa vittoria cambia tutto. Ora la Reggio Bic è più appetibile, siamo sulla mappa. Non siamo più un angolo del Sud Italia: abbiamo battuto squadre storiche come Gran Canaria, con tradizione e giocatori di altissimo livello. È una vittoria storica». Una consapevolezza nuova, costruita sul campo e destinata a lasciare il segno anche nel futuro del basket in carrozzina italiano.

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