Reggio Calabria, storia della devozione alla Madonna della Consolazione: dal 1533 la riforma cappuccina sbarca in Sicilia, i frati reggini fra Messina, Castronovo, Palermo e Catania

Madonna della Consolazione MArRC

Ai Overview: Nel 1533, un piccolo gruppo di frati cappuccini provenienti da Reggio Calabria attraversò lo Stretto per stabilirsi in Sicilia, dando inizio a un progressivo mutamento della geografia religiosa locale. Guidati da figure come Ludovico Comi e l’erudito Bernardino Molizzi, i religiosi fondarono le loro prime sedi a Messina. Da qui, nonostante le iniziali difficoltà logistiche e alcuni ostacoli legati alle esigenze militari del tempo, la loro presenza si espanse in numerose città siciliane, tra cui Castronovo, Palermo, Catania, Polizzi e Caltanissetta. Un passaggio significativo per lo sviluppo della fraternità avvenne a Messina, dove l’incontro fortuito tra il frate guardiano Francesco Palemone e l’imperatore Carlo V contribuì a far ottenere all’Ordine un’importante raccomandazione papale. Negli anni successivi, il raggio d’azione dei cappuccini superò i confini isolani, espandendosi ulteriormente in altre regioni del Mezzogiorno come la Puglia, la Campania e la Lucania.

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Le origini della missione in terra siciliana

Chi poteva prevedere che un pugno di frati reggini avrebbe modificato la geografia religiosa dell’isola? Nel 1533 Ludovico Comi propone a Bernardino Molizzi di passare in Sicilia e Molizzi accetta senza riserve. Uomo di studi severi, addottorato in teologia a Parigi, padroneggia latino, greco ed ebraico, oltre a francese, spagnolo e inglese: un profilo insolito per una fraternità che fa della povertà la propria cifra.

I primi insediamenti a Messina e il sostegno imperiale

La prima casa nasce a Messina, «presso una povera Chiesola detta di S. Pelagia sopra il Monastero dei Padri Eremitani di S. Agostino allora fuori delle mura», come annota il manoscritto del 1670 di Bonaventura Seminara da Troina. Poco dopo i frati si spostano «in una contrada nominata la Stirpe sopra la fiumara di Isadeo», nei pressi dell’Eremo della Madonna di Trapani, secondo la ricostruzione di Stefania Lanuzza nel suo studio sul convento messinese. Il guardiano è un altro reggino, Francesco Palemone, e proprio a lui spetta l’incontro più imprevisto quando nel 1535 incrocia Carlo V, reduce dalla spedizione di Tunisi: tra i due nasce un confronto così intenso e proficuo che Carlo V decise di raccomandare l’Ordine nientemeno che al papa.

L’allargamento della rete tra Palermo e Catania

Intanto la rete dei cappuccini nell’isola si allarga. A Castronovo sorge un insediamento accanto alla chiesa di S. Nicola di Bari, dopo le preghiere del notaio Ninai di Calogero che esorta i due frati a fondare con lui un convento, di lì a poco, tocca a Palermo, nel quartiere Cuba, vicino alla normanna S. Maria della Pace e a Catania dove la scelta cade sul Bastione di S. Giovanni: da quest’ultima località, dopo essere stati sfrattati dal viceré Vega che intendeva erigere la cinta muraria, i frati riparano a Cifali e poi, nel 1622, sulla collina del Salvatore.

I cantieri di Polizzi e Caltanissetta

Nel 1538 viene eretto il convento di Polizzi, «in vulgo Pietatella», accanto alla chiesetta della Madonna della Pietà e a un corso d’acqua chiamato l’acqua dei Saraceni, ma nel 1542 la comunità si trasferisce nel quartiere Brucarà. Due anni dopo comincia il cantiere di Caltanissetta, in contrada Scopatore, in una zona dall’aria malsana che provoca non pochi malanni ai frati costretti a curarsi in un’infermeria di fortuna in città: al disagio pone rimedio la duchessa Luisa De Luna e Vega, che vuole un nuovo convento dedicato all’Immacolata Concezione in contrada Pigna, come racconta Antonio Vitellaro nello studio su padre Girolamo da Caltanissetta.

L’espansione nel resto del Sud Italia

L’isola non basta. Ludovico affida la Puglia a Ludovico Giunta da Reggio e a Bernardino da Balbano, la Campania a Francesco da Dipignanoe e la Lucania a Girolamo da Dipignano. Il bilancio lo redige Mario da Mercato Saraceno nelle sue Relationes: «Essi pigliarono il luogo di Messina e così col principio loro la nostra Religione entrò in quel Regno et Isola».

Ispirato a “La Madonna della Consolazione, i Frati Cappuccini e il popolo reggino” di Padre Giuseppe Sinopoli

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