Una piazza gremita ha accolto con gioia e commozione il rientro del simulacro argenteo della Madonna Achiropita, tornato alla devozione dei fedeli dopo un attento e accurato restauro. Con l’incoronazione del simulacro è ufficialmente iniziato il tempo delle celebrazioni in onore della Protettrice dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati e Patrona di Rossano, nel cuore dell’Anno Giubilare della Speranza.
Rientro del simulacro e rito dell’incoronazione
La statua della Madonna Achiropita è stata accolta giovedì pomeriggio in piazza SS. Anargiri da una folla festante che l’ha poi accompagnata fino a piazza Steri, dove si è svolto il suggestivo rito dell’incoronazione.
Presenti l’arcivescovo Maurizio Aloise, il Capitolo della Cattedrale, autorità civili e militari. Un momento di grande intensità spirituale, culminato con l’omelia dell’Arcivescovo, che ha invitato i fedeli a vivere questo gesto non come semplice tradizione, ma come un atto di fede profonda.
Le parole dell’Arcivescovo: «Maria regina perché ha amato»
«Oggi la nostra assemblea è avvolta da una luce straordinaria: è la luce che splende sul volto della Madre, la Madonna Achiropita, che riceve il diadema regale», ha detto monsignor Aloise nella sua omelia.

Un gesto che, ha spiegato, va ben oltre il restauro o il valore artistico: è «una proclamazione pubblica della nostra speranza in Dio». La Madonna Achiropita, cioè “non fatta da mano d’uomo”, ricorda a tutti che la salvezza è dono gratuito del cielo.
Riprendendo il Vangelo dell’Annunciazione, l’arcivescovo ha evidenziato il valore del «sì» di Maria, definendolo «capace di cambiare la storia»: «Incoroniamo oggi la statua perché crediamo che quel “sì” ha cambiato il mondo. Maria regna, ma non domina: regna servendo, regna amando, regna soffrendo con noi».
Una corona per Maria, ma anche per ciascuno di noi
Nel cuore dell’Anno Giubilare della Speranza, l’incoronazione diventa un segno per tutta la comunità: «Non incoroniamo un metallo restaurato, ma onoriamo la fede che resiste, la speranza che non muore», ha detto l’arcivescovo.
Ogni gemma della corona, ha spiegato, rappresenta «le lacrime dei piccoli, le preghiere degli umili, i sì silenziosi dei fedeli che ogni giorno portano avanti la speranza».
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Un invito forte anche alla responsabilità civile e sociale: «Affidiamo a Maria le nostre famiglie, i giovani, gli anziani, i poveri, le autorità. Che in questo tempo fragile l’amore vinca l’indifferenza e la verità smascheri ogni menzogna».
Il corteo verso la Cattedrale e la “Serenata a Maria”
La serata si è conclusa con l’intronizzazione del simulacro nella Cattedrale e l’emozionante concerto della “Serenata a Maria”, eseguito dal Coro Polifonico della Cattedrale “I Cantori della Achiropita”, che ha accompagnato i fedeli con canti di devozione e preghiera.
Un evento che, nel segno della bellezza ritrovata del simulacro, ha dato avvio con solennità e speranza alle celebrazioni in onore della Regina di Rossano.










