Ai Overview: Nell’anno in cui si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il diacono reggino Enzo Petrolino propone un’analisi teologica e storica attraverso il suo nuovo saggio edito da Effatà. Il libro esplora la figura del Poverello sotto la prospettiva specifica del diaconato, basandosi sulle fonti antiche e collegandole all’attuale magistero pontificio. Il volume, arricchito dalla prefazione di monsignor Felice Accrocca, si rivolge principalmente ai diaconi e a chi si prepara all’ordinazione, delineando una riflessione in cui il servizio diventa fondamento dell’esistenza e impegno concreto verso i poveri e la costruzione del bene comune.
La rilettura della vita di San Francesco attraverso il ministero diaconale
Nell’anno che ricorda l’ottavo centenario della morte del Poverello, Enzo Petrolino sceglie un angolo di lettura per riproporre la figura del poverello di Assisi: Francesco come diacono, e la sua vita come modello per un ministero rimasto a lungo ai margini della riflessione ecclesiale. Il volume, pubblicato da Effatà con la prefazione di monsignor Felice Accrocca, si rivolge soprattutto ai diaconi e a chi si prepara all’ordinazione, e mantiene questa destinazione dalla prima all’ultima pagina. Petrolino è diacono permanente coniugato della diocesi di Reggio Calabria-Bova, presidente della Comunità del Diaconato in Italia e direttore della rivista «Il diaconato in Italia», oltre che docente di teologia del ministero diaconale; ha dedicato al tema numerosi volumi, tra cui il Nuovo Enchiridion sul diaconato, e questa lunga frequentazione si avverte nella sicurezza con cui muove tra le fonti antiche e il magistero più recente.
Le fonti storiche e la nuova grammatica del servizio
Il punto di partenza è storico e discusso insieme: le fonti (da Tommaso da Celano al racconto del Natale di Greccio del 1223) attestano che Francesco fu ordinato diacono, e Accrocca lo ricorda con la formula del cronista, che descrive il Santo «vestito da levita, poiché era diacono» mentre canta il Vangelo. Petrolino non si ferma al dato biografico, perché dall’ordinazione ricava una chiave di lettura dell’intera esistenza del Santo, che chiama «una nuova grammatica diaconale»: un modo coerente di abitare la Chiesa e il mondo, radicato nel servizio (diakonia) prima che nella funzione o nel titolo.
L’amor politico, l’attenzione alle periferie e il dialogo con il magistero contemporaneo
Il sottotitolo del libro, «L’amor politico, i poveri e il creato», potrebbe trarre in inganno, ma l’autore chiarisce subito che l’amor politico non coincide con la militanza di partito, esclusa peraltro dalla normativa canonica, e indica piuttosto la costruzione del bene comune e l’attenzione ai più fragili. Su questa base il libro ripercorre le grandi immagini della vita del Santo, dall’incontro con il lebbroso narrato nel Testamento fino alla scelta delle periferie, con la povertà intesa come capacità di dare fino a espropriarsi di ogni cosa. Uno dei tratti più felici della pubblicazione sta nel modo in cui intreccia il Medioevo francescano e il magistero contemporaneo. Petrolino legge Francesco accanto a papa Francesco, di cui richiama la scelta di «una Chiesa povera per i poveri», e dedica un capitolo alla Dilexi te, l’esortazione che Leone XIV ha firmato nell’ottobre 2025 e che si apre proprio con la figura del Poverello.
La «lettura diaconale» di quel documento è la pagina personale del volume, poiché sposta un testo pontificio dal piano dell’annuncio generale a quello del ministero concreto.
Struttura meditativa e spunti di riflessione per il cammino sinodale
L’impianto resta volutamente meditativo, adatto alla formazione e alla preghiera più che alla discussione accademica. I rimandi alle Fonti Francescane, ai Padri della Chiesa e ai documenti conciliari restano puntuali, e a chiudere il percorso c’è una preghiera del diacono che dà al libro una sua tonalità autentica.
Il valore del testo sta nella tesi di fondo, semplice e impegnativa: per il diacono il servizio è la forma stessa dell’esistenza, la sua identità prima ancora che una mansione…e Francesco ne resta la figura più limpida: Petrolino consegna così ai diaconi (e a chi nella Chiesa riflette sul loro ruolo dentro il cammino sinodale) un testo che tiene insieme spiritualità e concretezza.












