Scendere in campo con gli «sconfitti»

di Paolo Cicciù * – Una nuova stagione Csi è alle porte: come di consueto dirigenti e volontari del Comitato provinciale di Reggio Calabria sono a lavoro per avviare le tante attività progettate in estate. Un tempo impegnativo, ma che ci pone interrogativi sulla nostra azione educativa: dove sta andando lo sport? Può sembrare una domanda retorica, ma così non è. Proprio nello scorso week–end si è verificato l’ennesimo caso di aggressione ad un arbitro – tra i dilettanti calabresi – che è stato costretto a sospendere una partita ufficiale. Il motivo? Un rigore concesso agli avversari. Potremmo scandalizzarci, ma sarebbe – come al solito – il proverbiale «guardare al dito mentre si indica la luna». Se l’unico valore che orienta le scelte di uno sportivo è l’immagine da vincente (e non la vittoria in senso lato che è l’essenza della competizione), allora a cascata gli atteggiamenti «da sconfitto» ne saranno una “naturale” conseguenza. Il Csi non vuole fare fantateorie, ma si pone come una realtà che opera tra fatiche ed errori. Da quest’anno sarà riaperto il PalaColor di Pellaro, storica struttura polisportiva, resa fatiscente dall’abbandono degli ultimi anni. Il Csi lo farà col suo stile: non è una holding, ma un’associazione di promozione sociale. Pertanto nessun sfarzo, ma la coerenza di mettere al centro i ragazzi, vero fulcro di uno sport di base che troppo spesso si dimentica di loro. Occorre badare al contenuto, quindi, piuttosto che al contenitore: così a “custodire” l’attività motoria dei tanti ragazzi di Pellaro e Gallina (altra struttura in gestione dal 2015) saranno persone che cercano un riscatto autentico per la propria vita. La scelta di premiare dei percorsi di re–inserimento socio–lavorativo dopo la Comunità terapeutica è il solco tracciato all’interno del quale il Csi vuole camminare. Quella dimensione della speranza degli «sconfitti» che è un fattore ridondante negli impianti sportivi in gestione, al pari del percorso con i neet di Arghillà del progetto “Lavoro di Squadra” con Action Aid o degli studenti dell’istituto comprensivo di Motta San Giovanni che accompagneremo in un percorso anti– dropoutsportivo. Ma non solo: è la logica che guida i tanti campionati che facciamo, tra cui l’Oratorio Cup, dedicato esclusivamente alle parrocchie della nostra diocesi. Una “gara” in cui emerge – anno dopo anno – la ricchezza dei giovani reggini; gli stessi che – stagione dopo stagione – decidono di passare dall’altra parte della scrivania per scrivere assieme al Comitato Csi di Reggio Calabria delle nuove pagine di sport, educazione e gratuità. Con fatiche ed errori annessi, proprio come capita ai veri sportivi. Ricordate il rigore di Baggio ad Usa ‘94? «Un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia».

* presidente Csi Reggio Calabria

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