Si è spento per Covid il canonico padre Giacomo Engels

Il consacrato Belga era innamorato dell’area grecanica, fu anche nominato cittadino onorario di Bova

Pochi minuti fa è giunta in redazione la notizia della morte per Covid-19 di Padre Giacomo Engels, sacerdote e monaco benedettino, nominato canonico onorario del Capitolo Metropolitano di Reggio Calabria – Bova dall’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini nel 2019 e, nel medesimo anno, insignito della cittadinanza onoraria della Città di Bova e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Uomo di profonda spiritualità, seppe unire una grande passione per il culto orientale e quello latino, che trovava una sintesi nel suo attaccamento all’area grecanica della arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, zona che conosce ancora importanti radici greco-orientali anche dal punto di vista della liturgia e delle tradizioni.

Padre Giacomo Engels, insieme al professore Domenico Minuto, studiò a fondo la vita dei santi eremiti italo greci, come san Leo e san Luca rispettivamente patrono e primo vescovo di Bova, e tornò sempre, almeno una volta l’anno, nella vallata dell’Amendolea a rinnovare il proprio affetto per la comunità ecclesiale reggina e grecanica in particolare.

La nomina a Canonico onorario della Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, arrivò a padre Giacomo, per volontà dell’arcivescovo Morosini, attraverso alcuni rappresentanti diocesani che si recarono in Belgio.

Proprio nel monastero ecumenico di Chevetogne dove viveva il monaco benedettino, monsignor Antonino Denisi, don Antonino Pangallo, direttore della Caritas Diocesana, e il diacono birituale Mario Casile, hanno provveduto a consegnargli il decreto arcivescovile di nomina. “Il clima era rigido: la gioia dell’incontro, del condividere insieme il dono e del far memoria grata ha, tuttavia, reso infuocate le nostre giornate in terra belga”. Così Denisi, decano del Capitolo Metropolitano, sintetizza l’esperienza vissuta, ai primi d’ottobre del 2019, dalla delegazione diocesana reggina presso l’Abbazia benedettina di Chevetogne.

La nomina di Engels a canonico onorario“, sottolinea Mons. Denisi, “è figlia di quel cinquantennio trascorso da padre Giacomo sul nostro territorio, tra la nostra gente”. Infatti fin dagli anni Sessanta, per volontà di monsignor Giovanni Ferro, e fino a pochi anni fa, continua il decano, “Padre Giacomo ha celebrato in rito greco–bizantino, facendo sperimentare al nostro popolo la spiritualità, la liturgia, la teologia dei Padri Orientali”. La sua venuta nella terra dello Stretto è da attribuire alla volontà di monsignor Ferro che, preso contatto con la realtà dei paesi interni grecanici, aveva la preoccupazione della cura pastorale delle persone che vi risiedevano: per volontà della divina Provvidenza il suo percorso si incontrò con quello di padre Giacomo Engels che, allora, svolgeva il suo ministero presso il Collegio Greco a Roma.

L’intera vallata dell’Amendolea, e non solo, è stata la porzione “d’umanità che tutt’oggi lo ricorda: Bova, Gallicianò, San Lorenzo, Chorio, Bagaladi, Condofuri”. Tant’è che insieme alla nomina a Canonico, relativamente alla quale l’Abate di Chevetogne, il monaco Lambert Vos, ha sottolineato che “Padre Giacomo è stato per noi tutti nel monastero di Chevetogne una vivida presenza della vostra tradizione spirituale e culturale con i suoi aspetti ecumenici e di impegno per l’auspicata riconciliazione tra i cristiani”, la delegazione diocesana reggina ha consegnato a Padre Engels anche l’attestato di benemerenza per la Cittadinanza Onoraria conferitagli sia dall’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria che da quella di Bova.

La cerimonia di consegna, proprio a Chevetogne, è avvenuta il 3 ottobre 2019, all’ora sesta: trascorsi quindici minuti dalle ore dodici, ha avuto inizio il rito, culminato nell’imposizione della mozzetta, segno distintivo del Canonico.

Padre Giacomo ha mantenuta vivissima l’antica fiamma della spiritualità greca nella terra reggina, costituendo la comunità bizantino–cattolica “San Cipriano”, a Cannavò, creando una piccola Chiesa–Eremo in stile bizantino. Mentre a Bova, su impulso dello stesso Padre Engels, la Chiesa dello Spirito Santo è stata resa idonea alla Celebrazione in rito greco–bizantino: tutt’oggi a presiedere i riti è il Diacono Mario Casile.

Il monaco benedettino lascia una grande eredità alla Chiesa reggina, che oggi, accogliendo la triste notizia della sua dipartita al cielo, si associa al dolore della famiglia benedettina e dei congiunti di padre Engels. L’amministratore apostolico, monsignor Morosini, il presbiterio reggino e il popolo santo di Dio che è in Reggio – Bova, elevano al Signore preghiere di suffragio per l’anima del caro padre Giacomo Engels.

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