Avvenire di Calabria

L'attività portata avanti dalla comunità, guidata da monsignor Salvatore Santoro, assieme al comitato di quartieri "Ferrovieri-Pescatori"

Sinodo, la «conversione ecologica» della parrocchia del Sacro Cuore

Un esercizio di "Chiesa in uscita" come chiesto da papa Francesco e previsto dal cammino sinodale diocesano voluto dal vescovo Morrone

di Redazione Web

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Sinodo, la «conversione ecologica» della parrocchia del Sacro Cuore. L'attività portata avanti dalla comunità, guidata da monsignor Salvatore Santoro, assieme al comitato di quartieri "Ferrovieri-Pescatori".

Sinodo, le attività al Sacro Cuore

«Di fronte a una modernità che è tutta incentrata sulla soggettività individuale, va ritrovato il senso della relazione. L’uomo non è semplicemente un individuo, ma è un essere in relazione»: queste le parole di Papa Francesco impresse nella Laudato Si’, parole che ci richiamano, con monolitica chiarezza, a riscoprire il dono dell’amicizia e della fraternità, mettendoci a servizio della “casa comune” attraverso la condivisione dei nostri carismi.

È proprio in quest’ottica che la Comunità del “Sacro Cuore di Gesù” ha ritenuto di avviare un cammino di scambio costruttivo con il Comitato di Quartiere “Ferrovieri-Pescatori”, realtà che, seppur “slegata” dai gruppi squisitamente ecclesiali, persegue una mission educativa che non può che collimare con la sfida cui tutti i cristiani di oggi sono chiamati. Ed invero, come ci ricorda il Papa, occorre che la società si disancori dal marcato antropocentrismo in cui è piombata e recuperi quel senso del Noi, quel senso di appartenenza ad una comunità eterogenea di individui corresponsabili.


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Questo senso di appartenenza è condizione irrinunciabile per realizzare la “conversione ecologica”, di cui ci parlava già Giovanni Paolo II. Tuttavia, non si tratta soltanto di educare alla cultura del rispetto dell’ambiente, ma di favorire una cooperazione a tutti i livelli, affinché tutti gli uomini si percepiscano come costruttori di un progetto comune. La conversione ecologica non può che realizzarsi attraverso questa koiné irresolubile tra società e ambiente. Colgono nel segno, ancora una volta, le parole di Papa Francesco: «All’ecologia ambientale, incentrata sulla custodia del giardino del mondo, occorre affiancare una ecologia economica e sociale, attenta a tutti gli uomini, ma in particolare ai più poveri».

Promuovere questi valori presuppone un’attenzione multilivello: da parte della Chiesa, della politica, dei cittadini, che non possono esimersi dalle loro responsabilità. Serve un’educazione alla cittadinanza attiva, al rispetto dell’ambiente, all’attenzione verso gli ultimi: solo così il concetto di “bene comune” devia dalla dimensione di vaporosità cui spesso lo releghiamo, ed assume una connotazione di palpabile concretezza.

Anche il nostro Arcivescovo Fortunato, nell’avviare il percorso sinodale diocesano, ci ha invitato ad incoraggiare la partecipazione, che costituisce il sogno missionario di arrivare a tutti, privilegiando azioni in grado di generare nuovi dinamismi nella società e che coinvolgono tutti, non soltanto la comunità ecclesiale. Non si tratta di concetti evanescenti, ma di un’esigenza educativa sempre più indifferibile.


PER APPROFONDIRE: Il Sinodo visto dai laici: «Una grande opportunità»


Proprio sul crinale di tali urgenze, la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, in occasione delle festività natalizie, spinta dall’entusiasmo di tanti amici del quartiere, ha proposto un’attività di abbellimento della piazza antistante la chiesa. Grazie alla sinergia tra il Comitato di Quartiere “Ferrovieri-Pescatori”, alcuni adulti della parrocchia e i ragazzi dei gruppi associativi, si è riusciti a dare un po’ di decoro e dignità ad un sito in preda al degrado e all’abbandono.

L’iniziativa rientra tra gli esercizi di sinodalità e di ascolto che il parroco, monsignor Salvatore Santoro, ha inteso proporre alla comunità: l’attività, invero, si inscrive in un percorso condiviso di comunione e condivisione, percorso che accompagnerà, con modalità diverse, la comunità parrocchiale durante tutto l’anno pastorale. 

È stato bello percepire l’entusiasmo di tante persone che, con storie diverse, con età diverse, con disponibilità diverse, si sono prese cura della casa comune. Si tratta forse di piccoli gesti, che peraltro non possono sopperire alle esigenze strutturali (che richiedono ben altri interventi!), ma che lanciano un segnale forte di condivisione, di cooperazione virtuosa, di amore per il creato. È il recupero del senso di relazione tra gli uomini il nostro sogno. Si può fare tanto, ma a una condizione, che lo si faccia insieme!

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