Avvenire di Calabria

Tiberio Bentivoglio nuovamente al centro di attacchi anonimi, la solidarietà di Libera

L’imprenditore reggino da trent’anni nel mirino della ‘ndrangheta, nuove minacce per lui

di Redazione web

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Nuove minacce per Tiberio Bentivoglio. L’imprenditore reggino, già più volte ad aver subito intimidazioni, ha ricevuto presso la propria abitazione una lettera anonima. All’interno un messaggio di minacce. L’episodio si è registrato nella tarda mattina di giovedì 26 agosto. Bentivoglio ha sporto, puntualmente denuncia, alla Questura di Reggio Calabria.

Tiberio Bentivoglio, trent’anni di intimidazioni

Ancora una volta la criminalità organizzata tenta di sfiancare la resistenza dell'imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio iniziata nel lontano 1992. Quando, il 10 luglio, non avendo accettato di sottomettersi alle richieste estorsive della locale cosca, subì il primo furto. I mafiosi non potevano immaginare che Tiberio, sempre sostenuto dalla moglie Enza, non avrebbe mai ceduto ai tentativi di intimidazione. Intimidazioni che si sono susseguite con crescente violenza.


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Tiberio Bentivoglio non è stato fermato dalla bomba del 5 aprile 2003 che ha devastato il negozio a Condera e neppure il tentato omicidio subito all’alba del 9 febbraio 2011 quando è stato attinto da colpi di pistola nel suo fondo agricolo di Ortì. E nei pressi dell’ingresso dello stesso fondo, lo scorso 3 ottobre, le forze dell’ordine che lo proteggono hanno trovato una bombola di gas con rudimentale innesco. Senza dimenticare il devastante attentato. L'incendio che, nella notte tra il 28 e 29 febbraio 2016, ha distrutto il magazzino dell'imprenditore reggino dove era depositata quasi tutta la merce, pronta per essere trasferita nel nuovo locale al centro della città.

La reazione di Libera

Tiberio Bentivoglio «non solo ha denunciato ogni tipo di minaccia. Ha anche contribuito ad organizzare la lotta per rendere libero il territorio dalla violenza mafiosa: è stato fondatore della rete antiracket “Reggio Libera Reggio. La libertà non ha pizzo”», ricorda l’associazione Libera di cui Bentivoglio è uno dei membri storici. In una nota, Mimmo Nasone, don Ennio Stamile e Giuseppe Marino, ricordano, inoltre, «i furti, le lettere con minacce, gli incendi, le bombe, i pignoramenti, i blocchi bancari, l’attentato alla sua vita». Episodi «che non lo hanno fermato». «Certo è – ancora Libera – la ‘ndrangheta non dà tregua al signor Tiberio Bentivoglio che ha osato sfidarla».

Adesso, «la speranza è che anche le istituzioni, lo Stato nelle sue articolazioni, riescano ad essere puntuali e veloci come la criminalità. La storia del signor Tiberio Bentivoglio, che continua a credere nella giustizia e ad affidarsi a chi deve tutelarlo, è purtroppo appesantita dalla inadeguatezza, dai ritardi, dalla lentezza, da alcuni provvedimenti assolutamente inadeguati e ingiusti».


PER APPROFONDIRE: Ancora minacce di morte a Tiberio Bentivoglio


«Vorremmo poter dire, finalmente – ancora la nota di Libera – che “lo Stato è rock e la mafia è lenta”. Anzi, come Tiberio scrive nel suo ultimo libro, vorremmo poter raccontare ai nostri nipoti: c’era una volta la ‘ndrangheta. Allora la solidarietà che ancora una volta esprimiamo a Tiberio e ad Enza Bentivoglio, si deve tradurre in un maggiore impegno da parte di tutti e di ciascuno. Non si accettano deleghe e si continua ad aver fiducia nella comunità, nei singoli cittadini e nelle istituzioni».

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