Un podcast al giorno, la Parola si ascolta su Spotify – avveniredicalabria

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Protagonisti non sono adulti o consacrati ma giovani di diverse provenienze che commentano il Vangelo. Don Poletti: «La loro voce fresca e aderente alla realtà può dare risposte ai coetanei»

Un podcast al giorno, la Parola si ascolta su Spotify

Redazione Web

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Un brano del Vangelo, una riflessione, una preghiera. Non di persona, perché da un anno non si può più, e allora il cammino della Quaresima dei giovani della diocesi di Bergamo passa da un percorso innovativo, al passo con i tempi. Un podcast distillato in 47 puntate: è questo lo strumento scelto per tenere stretta la rete del contatto e della riflessione, con la prima puntata lanciata nel mercoledì delle Ceneri. «È la continuazione di un progetto nato per l’Avvento – spiega don Emanuele Poletti, direttore dell’Ufficio per la pastorale dell’età evolutiva della diocesi di Bergamo –. In generale eravamo abituati a offrire strumenti cartacei. In questo tempo, obbligati al distanziamento sociale, abbiamo pensato e sperimentato altre modalità, e quella del podcast è la più effica- ce. Già nell’Avvento raggiungevamo ogni giorno 500-600 ascoltatori, abbiamo pensato di riproporlo».

Ogni puntata è una 'pillola',la definisce don Poletti, articolata su una trama snella eppure profonda: in cinque- sette minuti di media, quotidianamente il podcast – disponibile tramite le piattaforme più diffuse, da Spotify a Google Podcast e Apple Podcast – si apre con una breve introduzione e l’invito a mettersi in ascolto di un branodel Vangelo, a cui segue la riflessione dei giovani; a conclusione, alcune strofe del Salmo del giorno. «È un podcast fatto dai giovani per i giovani – aggiunge don Poletti –. Abbiamo coinvolto ottogiovani di diverse realtà ecclesiali, dalle parrocchie alle associazioni. Dalla loro voce emergono commenti belli, freschi, adesi alla realtà». Al centro c’è la Parola: «In un tempo di molte parole come quello che stiamo vivendo – rimarca il direttore dell’ufficio diocesano –, la Parola con la P maiuscola, quella di Dio, ci sembra la più capace di sollevare le questioni di senso. Le domande più profonde: che senso ha la vita? Che cosa ci dicono la morte, la sofferenza, la fragilità che la pandemia ci fa toccare? Il secondo fuoco di questo percorso è appunto la centralità dei giovani. La Parola quotidiana del Vangelo è commentata non da adulti o consacrati, ma dai giovani. Il loro punto di vista e le loro esperienze ci permettono di condividere l’attualità della Parola e ci consentono di dare risposta alle domande dei coetanei».

I nuovi sentieri intrapresi forzatamente per la pandemia si possono così rivelare un riflesso positivo dell’emergenza: «Nel tempo queste proposte si potrebbero evolvere, proponendo iniziative su altri temi – conclude don Poletti –. Sono canali con belle potenzialità».

* Avvenire

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