8xMille sotto processo? «Lo Stato dovrebbe prenderlo ad esempio»

Il pm Di Palma analizzando i dati forniti dal Sovvenire ne esalta la grande trasparenza sulla cifre

«La trasparenza della gestione dei fondi dell’8xmille? Probabilmente parte dello Stato dovrebbe prenderla ad esempio per la gestione dei fondi pubblici», questa la “provocazione” di Roberto Di Palma, Pubblico ministero della Dda di Reggio Calabria, pronunciata in occasione del «Processo all’8xMille», un’iniziativa promossa dal “L’Avvenire di Calabria”, il settimanale della diocesi di Reggio Calabria – Bova.

Martedì scorso la sala “Monsignor Giovanni Ferro” della Curia ha esaurito rapidamente i posti a disposizione. Un “successo” di uditori che è andato ben oltre le attese degli organizzatori. Sintomo inequivocabile che il tema dei fondi alla Chiesa cattolica interessa la cittadinanza. Il «Processo all’8xMille», iniziativa promossa dall’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, in collaborazione con la Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, inizia in perfetto orario. La serata si apre con l’invito del moderatore, Aldo Mantineo, caposervizi di Gazzetta del Sud: leggere i temi «essendo scevri di ogni condizionamento esterno, per capire serve valutare tutto con obiettività».

La parola passa immediatamente all’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. «Dinnanzi a discussioni come queste – ha detto il presule – potremmo fare due riferimenti evangelici. Ricordo quando Gesù disse: “Non sappia la tua destra quello che fa la sinistra”, ossia fare il bene senza fare “chiasso”. A questo aggiungo un’altra frase del Messia: “La verità vi farà liberi”. Ecco, il mito di una Chiesa “ricca” e privilegiata, è una tesi che viene agitata in modo strumentale. L’8xMille e l’uso dei suoi fondi? Basta guardarsi attorno, c’è probabilmente bisogno di più onesta intellettuale». 

Dopo l’intervento dell’arcivescovo è stata proiettata un’intervista doppia: da un lato, la selezione delle fake news sull’8xMille, dall’altra tutte le risposte fornite dall’incaricata diocesana per il Sovvenire, Giusy Tripodi. A Matteo Calabresi, responsabile del servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, il compito di “difendere” l’attuale sistema di finanziamento della Chiesa cattolica basato sull’8XMille.

Calabresi si è affidato alle «cifre: la Chiesa moltiplica “per undici” i fondi che annualmente vengono destinati con l’8xMille rispetto alle attività sociali destinate alle persone più fragili. La ricaduta sul territorio, ha infatti, un valore che è undici volte superiore al contributo annuale percepito dai cittadini». Il responsabile nazionale del servizio Cei evidenzia come ci sia «una grande collaborazione istituzionale col territorio», il tutto con grande trasparenza. Un dato? «13.081 interventi in tutta Italia reperibili con semplicità sul sito www.8xmille.it».

L’altro relatore della serata è il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Roberto Di Palma. «I dati statistici vanno sempre interpretati – spiega il pm – il quadro in questo caso è estremamente trasparente, anzi lo Stato dovrebbe prenderlo ad esempio per alcuni settori della gestione della Cosa pubblica». Parlare nella verità, questo il postulato del magistrato che – in particolare – si sofferma sull’amministrazione giudiziaria. Il Pm vuole sfatare una Fake News: «Le aziende, appena arriva lo Stato, licenziano le persone. La magistratura crea disoccupazione, il lavoro chi lo da? La ‘ndrangheta». Entra nel merito in modo sferzante, Di Palma: «Pensate quanti figli di gente onesta non possono lavorare nella propria terra, perché c’è una fetta di imprenditoria in mano alle cosche». Per questo è necessaria, anche in questo contesto, un’operazione-verità: «Chi mente o lo fa per ignoranza o lo fa perché è colluso». 

Restando sempre sul territorio reggino, prima delle conclusione, giunge il tempo della proiezione di un video-reportage realizzato dalla redazione de L’Avvenire di Calabria: è stato raccontato l’impegno dell’Unità di Strada contro lo sfruttamento della prostituzione proprio nella Città sullo Stretto.

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