avveniredicalabria

Dare protezione, sostegno e conforto ai bambini vittime di abusi fisici, sessuali e psicologici: la missione dei volontari "duri" ma "buoni"

Abusi sui minori, proficuo incontro con il Garante Mattia

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Quel gilet nero che li distingue, ma non copre i loro grandi cuori, pronti ad aprirsi ai bambini vittime di abusi. E, col sorriso sulle labbra, a testimoniare che c’è molto di più dietro un’immagine diversa, sono sempre pronti a far rombare i motori delle loro moto per i più piccoli. Sono i Bikers Against Child Abuse (B.A.C.A.), la cui delegazione reggina del “chapter” italiano della onlus internazionale ha incontrato in forma ristretta a Palazzo Alvaro il Garante Metropolitano per l’Infanzia e l’Adolescenza Emanuele Mattia.
Nonostante i giusti limiti imposti dai protocolli anti-Covid, il contatto tra i volontari “duri, ma buoni” di B.A.C.A. e Mattia ha avuto successo, considerato che si è già iniziato a pensare a future collaborazioni per la difesa e valorizzazione dei bambini che soffrono di violenza e abusi nell’area metropolitana. I rappresentanti di B.A.C.A. hanno apprezzato la disponibilità di un Garante entusiasta dei Bikers Against Child Abuse e della loro missione.
Entusiasmo ispirato dalla mission dell’organizzazione fondata nel 1995 negli USA e oggi radicata in decine di Paesi: dare protezione, sostegno e conforto ai bambini vittime di abusi fisici, sessuali e psicologici, aiutarli a non vivere nella paura, sostenerli nel ritrovare fiducia nel mondo cercando di superare “ferite” come la chiusura, il senso di colpa, la rabbia o la vergogna.
Idem per il concetto di “famiglia” di B.A.C.A. che, con onore, rispetto e lealtà, i propri valori, e impegno e passione, accoglie i piccoli e, attraverso la presenza costante dei suoi soci, li fa sentire sicuri, amati e protetti.
Lo stesso entusiasmo esiste per il loro modo di lavorare, in stretta collaborazione con ambiti istituzionali e professionali come la Polizia o i Servizi Sociali e secondo precisi protocolli: momenti di gioco e di ascolto individuali o di gruppo, in famiglia e nelle strutture, presenza come “barriera”, se la sicurezza del bambino è in pericolo, o come supporto psicologico, in momenti cruciali come la testimonianza in tribunale o il processo.
E per come B.A.C.A. è nata: uno psicoterapeuta dell’età evolutiva è stato in grado, durante la propria attività, di aiutare un bambino maltrattato, grazie alla collaborazione dei suoi amici motociclisti.
«Nessun bambino merita di vivere nella paura» e «Spezzare le catene dell’abuso» sono due dei motti di B.A.C.A.
Con questo proficuo incontro sono state gettate le basi per prossime importanti collaborazioni.

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.