Alla Candelora nasce il gruppo terapeutico delle mamme in lutto

I l gruppo dei Figli della Luce nasce come un aiuto per metabolizzare il lutto per la perdita di un figlio. Ad oggi, il gruppo conta di un direttivo stabile: la presidente, Aurora d’Ermenegildo, la vice presidente Natalina Lavilla, e Rita Malara (tesoriere/segretario). Un’associazione di mamme unite dal dolore, ma anche dalla speranza e dalla fede. «Chi decide di uscire dal gruppo – ci dice la presidente Aurora – ne esce più forte e porta al di fuori testimonianza di questa esperienza». Tutto è iniziato nel 2007, un anno dopo la morte del figlio di Aurora. «Dopo il mio travaglio di dolore – continua Aurora – incontrai don Sasà Santoro. Frequentavo la Candelora e rimasi catturata dalle sue omelie e dal suo essere così ermetico ma profondo: mi ha aiutato, anche con i silenzi, a scovare dentro di me». A don Santoro, Aurora illustrò il suo progetto: formare un gruppo di mamme. Lui approvò, così la sua ricerca spasmodica di consolazione, la portò a conoscere diverse mamme che hanno vissuto la sua stessa tragedia. Si riuniva dapprima, insieme a loro, proprio nel piccolo appartamentino dell’amato figlio scomparso. Lì, si sperimentò questa nuova forma di associazione: tra gli aspetti a favore, la comunione di preghiera e le lunghe chiacchierate; tra i contro, alcuni limiti che Aurora non riuscì a gestire da sola. Il suo intento non era quello di creare un gruppo chiuso, né tantomeno fare implodere un dolore così cruento al punto tale da non riuscirsi più a gestire. Serviva qualcuno che stesse al di sopra di questo dolore. Così, grazie ancora una volta all’aiuto di “don Sasà”, Aurora conobbe quella che adesso è un punto di riferimento per i Figli della Luce: la dottoressa Elisabetta Felletti, psichiatra e psicoterapeuta. Una donna, una professionista, che volontariamente decise di prestare le sue conoscenze per il gruppo, che da supporto spirituale passò ad essere anche un gruppo terapeutico. «Per un periodo siamo stati itineranti in varie parrocchie, adesso ci ritroviamo alla Candelora, dove siamo fortemente incoraggiate nel nostro percorso da don Luigi Cannizzo – prosegue Aurora nel racconto – L’ultimo mercoledì del mese ci diamo appuntamento per la messa, durante cui vengono ricordati i nostri figli. Negli anni, vi hanno partecipato anche mamme provenienti da paesi limitrofi a Reggio, che pian piano si univano a noi. Prima, portavamo un fiore che simboleggiava i nostri figli, adesso offriamo quel che possiamo per i i più bisognosi». Alcune mamme hanno partecipato a programmi Rai, e Aurora D’Ermenegildo ha anche scritto un libro in cui parla proprio del gruppo: “Lacrime come perle”, edito da Città del Sole.

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