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Li definiscono i «tombaroli della domenica»: soggetti senza scrupoli che hanno scavato all'interno delle cripta di San Nicola

Area archeologica di Motta Sant’Agata, violata una cripta

Redazione Web

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L'area archeologica di Motta Sant’Agata si trova sulle colline di Reggio Calabria, tra i borghi di Cataforio e San Salvatore. Il sito conserva interessanti testimonianze dell'antica città. Nelle ultime ore, il sito archeologico è stato oggetto di scavi clandestini all'interno della cripta.

 
«Ci hanno appena inviato una foto della cripta di San Nicola, dove qualcuno è andato recentemente (e illecitamente) a scavare. Sono ancora visibili la pala e le pietre tutte accatastate. I tombaroli - denunciano i gestori del sito archeologico - alla ricerca di improbabili tesori (che non troveranno mai, se non ossa di poveri defunti che non fanno nemmeno riposare in pace), probabilmente non sono a conoscenza del fatto che rischiano una bella multa (fino a 3.099 euro) e l'arresto».
 
A proposito delle sepolture che avvenivano all'interno delle chiese della città di Sant'Agata, le cripte che si trovano nella chiesa Protopapale di San Nicola sono caratterizzate dalla presenza dei "sedili scolatoio", e da un pozzo centrale, utilizzati nel cosiddetto processo di "tanatometamorfosi" per l'inumazione dei cadaveri.
 
Dallo studio dei documenti d'archivio risulta chiara una cosa: non esiste in queste sepolture l'usanza dei corredi funebri. Anzi, tra le clausole presenti anche nei testamenti delle persone più facoltose, veniva fatta la specifica richiesta e volontà di essere sepolti con addosso un semplice saio. Gli esponenti di famiglie nobiliari preferivano infatti lasciare tutti i loro averi in eredità ai loro cari oppure ad enti religiosi in suffragio della loro anima, «con buona pace per i "tombaroli della domenica"», commentano i gestori sulla fan page ufficiale (clicca quì per visitarla).
 

Foto: Area Archeologica Motta Sant'Agata/Facebook

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