Avvento: tempo di attesa e apertura del cuore alla speranza

La Chiesa si prepara al Natale e al Giubileo con l’invito a custodire il cuore e a rinnovare la speranza cristiana, virtù teologale radicata nella fede e nella promessa di salvezza

Con l’inizio dell’Avvento inizia un tempo di preparazione e speranza che quest’anno assume un significato speciale. La Chiesa, infatti, vivrà un momento storico con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro durante la notte di Natale, segnando l’inizio del Giubileo.

L’inizio dell’Avvento e il richiamo alla vigilanza

Il nostro cammino cristiano è già orientato ad un nuovo Anno Liturgico, che avrà il suo inizio oggi 30 novembre coi Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento. Ogni anno nell’ultima Domenica del Tempo Ordinario contempliamo Cristo Re dell’Universo, Signore del tempo e della storia, in cui ogni cosa sarà ricapitolata alla fine dei tempi.



Questa solennità che ci aiuta a rileggere cos’è stato l’anno che è passato, a ripercorrere i passi che abbiamo mosso e a disporci per cominciare un nuovo cammino.


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L’indicazione iniziale dell’Avvento è, di anno in anno, sempre chiara: «Vegliate!». Quest’anno il testo del Vangelo della Prima Domenica d’Avvento tratto dal capitolo 21 del Vangelo di Luca ci dà un’ulteriore indicazione: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano».

Il cuore dell’uomo, sede dei sentimenti più nobili, è sempre colmo di attese e speranze, ma anche portatore di ansie e paure, di delusioni e affanni, ed è per questo che il Maestro ci esorta, all’inizio di questo nuovo cammino, a sorvegliare la porta del nostro cuore affinché esso non sia invaso da ciò che appesantisce così da essere libero e leggero, trepidante e ardente, in ascolto della sua Parola.

L’Avvento come tempo di speranza

Il tempo di Avvento è, per sua natura, apertura del cuore alla speranza. Un’enfasi speciale avrà questo tema quest’anno, dal momento che proprio la notte di Natale, con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro, tutta la Chiesa vivrà l’inizio del Giubileo il cui motto voluto da Papa Francesco è “Pellegrini di speranza”. 

La speranza è la grande protagonista dell’Avvento, è colei che accompagna tutto il cammino di fede di ogni singolo credente, La speranza cristiana essendo una delle tre virtù teologali, insieme alla fede e alla carità non si riduce a un semplice ottimismo o a una generica fiducia nel futuro, ma è una virtù che nasce dalla fede in Dio e dalla promessa della salvezza. È la certezza che, nonostante le difficoltà, le fatiche e le incertezze, Dio mantiene le sue promesse e che la vita cristiana ha un senso profondo, radicato nella speranza più grande della vita eterna.

Cristo, fondamento della speranza

Alla base della speranza c’è proprio Cristo: ogni singola parola e gesto, dalla sua Nascita alla sua Passione di morte e Risurrezione, non solo dà senso alla vita umana, ma apre un orizzonte di eternità che trasforma ogni aspetto dell’esistenza. In tal senso la speranza, mentre ci orienta verso il compimento finale, ci spinge anche a vivere ogni giorno con uno sguardo rivolto a questa promessa sostenuta dalla vita di fede.

Vivendo l’attesa del Natale, della venuta nella carne del suo Signore, la Chiesa alimenta la speranza per l’ultima venuta di Cristo, così infatti ci fa pregare uno dei prefazi dell’Avvento: «Al suo primo avvento nell’umiltà della condizione umana egli portò a compimento la promessa antica e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Quando verrà di nuovo nello splendore della gloria, ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare, vigilanti nell’attesa».

Tempo di rinnovamento del cuore

Ciò dilata il nostro cuore e ci fa guardare con uno sguardo nuovo il nostro cammino di credenti, rammentando la centralità di una speranza che pone le sue radici nella promessa di Cristo ma che viene vissuta nel nostro oggi, non in un tempo che si ripete in egual modo di anno in anno, ma che rinnovandosi rinnova anche i nostri cuori.



L’Avvento ci richiama dunque ad una verità fondamentale che papa Francesco consegna nel numero 5 della Bolla di indizione del Giubileo: «Da questo intreccio di speranza e pazienza appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la speranza, insostituibile compagna che fa intravedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù». Con questa gioiosa speranza ci auguriamo un buono e santo cammino di Avvento.

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