Azzardo, salviamo i giovani

L’appello di Luciano Squillaci* al governatore Oliverio

Esiste una tragedia che si consuma nel silenzio e nell’indifferenza generale, mietendo migliaia di vittime ogni anno: il gioco d’azzardo.
Settimane fa la Figc, ha raggiunto un accordo con Intralot, leader nell’industria delle scommesse, per la sponsorizzazione sulle maglie dei calciatori della nazionale, «guru» di migliaia di giovani italiani. Un episodio vergognoso: lo Stato non è solo impotente, ma complice del dilagare dell’azzardo. Il gioco patologico ha assunto i contorni di un’epidemia. Una dipendenza subdola che si ripercuote sulla vita dell’individuo e del contesto familiare e sociale.
Nonostante la crisi, la pratica dell’azzardo ha registrato un incremento maggiore all’acquisto dei beni di consumo e rappresenta una delle cause principali dell’indebitamento di famiglie e imprese. Il meridione è messo peggio del resto: in Calabria, nel 2015, sono stati bruciati 1 miliardo e 651 milioni di euro nel gioco, quasi mille euro a persona, bambini compresi. Si aggiungono i soldi spesi on line, che non è possibile localizzare. I giovani tra i 15 ed i 19 anni che giocano abitualmente sono in costante aumento (più 3% nel 2015). Ma le misure messe in campo dallo Stato sono assolutamente insufficienti.
Nonostante i ricavi erariali siano sempre più bassi, lo Stato sostiene l’industria del gioco consentendo la pubblicità e autorizzando sale giochi e strutture dedicate. Non solo l’accessibilità al gioco è molto alta, ma addirittura il lotto, il superenalotto ed i siti internet di video poker vengono pubblicizzati in televisione. Perciò il numero dei giocatori cresce in modo esponenziale.
Basti considerare, sotto il profilo della cura e della riabilitazione, come nonostante il gioco patologico sia ormai inserito definitivamente nei Livelli Essenziali di Assistenza, gli investimenti appaiono inadeguati.
In Calabria giace in Consiglio Regionale, ormai da tempo, una proposta di legge sul gioco d’azzardo. Chiediamo al presidente Oliverio che il documento possa giungere velocemente al termine dell’iter legislativo, anche attraverso un confronto con gli operatori impegnati quotidianamente sul campo. Ma anche la legge migliore sarà comunque insufficiente se non verranno messe in campo adeguate misure per la prevenzione, la cura e il sostegno multidisciplinare dei giocatori patologici.
In questi giorni la Regione Calabria sarà chiamata a definire un piano di intervento per il contrasto al gioco d’azzardo da realizzarsi con le poche risorse messe in campo dal Governo.
È la buona occasione per una programmazione vera di adeguati strumenti di prevenzione, cura e riabilitazione per il gioco patologico.
La buona volontà delle Comunità e degli operatori, del volontariato e delle Caritas, non è più sufficiente ad arginare un fenomeno che acquisisce sempre più i contorni di una tragedia epocale.

*Luciano Squillaci è il presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email