”Basso Profilo”, Cesa si dimette da segretario nazionale Udc

L’inchiesta firmata da Gratteri interviene a gamba tesa sulle trattative per l’allargamento della maggioranza a Palazzo Madama. Anche se gli effetti reali sull’opinione pubblica, probabilmente, si vedranno con le elezioni regionali dell’11 aprile. Ecco alcune reazioni dal mondo politico.

“Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato”. Lo afferma Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, in merito alla maxi operazione contro la ‘ndrangheta in Calabria condotta dalla Dia e dalla procura di Catanzaro.
 

“Sono profondamente colpito. Conosco l’assessore Talarico come persona dedita all’incarico affidatogli dal presidente Santelli. È un uomo mite, di grande disponibilità nei confronti dei calabresi. Mi auguro che possa, nei tempi più brevi, provare la sua totale estraneità alle accuse che gli vengono contestate. Allo stesso modo, non posso che ringraziare il procuratore Gratteri per l’indomito coraggio e la tenace dedizione all’esercizio della giustizia: ai calabresi sta regalando una Calabria nuova, sicura e lontana dal malaffare, dalle deviazioni di ogni tipo e da quella mala gente che, per troppo tempo, l’ha soggiogata e mortificata”. È quanto dichiara il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, in merito all’inchiesta “Basso profilo” condotta dalla Dda di Catanzaro.

«Grazie alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, siamo sulle prime pagine di tutta la stampa nazionale” ha esordito il senatore Morra durante una sua diretta Facebook. “Siamo sulle prime pagine perché questa operazione ‘Basso Profilo’, potrebbe essere il modello di tante altre operazioni. Potrebbe essere oggetto di analisi e di studio, perché, anche dallo stesso nome si sta cercando disperatamente di far capire a tutti quanti gli italiani cosa siano le mafie ed in particolare la ‘ndrangheta. Noi siamo stati abituati all’idea che le mafie, agiscano come ci ha insegnato ‘La Piovra’ negli anni ’80, con mitra e fucili. E invece no, agiscono in silenzio. E questa operazione ne è ulteriore dimostrazione. L’operazione non è soltanto calabrese, altrimenti non avrebbe avuto i titoli principali delle testate nazionali, ma coinvolge Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’UDC, che viene indagato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, coinvolge Francesco Talarico, sottoposto ai domiciliari, assessore al bilancio della Regione Calabria. Ricordiamo per inciso che la Regione Calabria, si è resa già protagonista di tali provvedimenti».

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