Avvenire di Calabria

Il vicepresidente (in quota Lega) della Regione Calabria si era lanciato in una dichiarazione ardita: «Dirò negro e frocio finché campo»

Bufera su Nino Spirlì, Pd e M5S chiedono le dimissioni

Redazione Web

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È bufera sul vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, Nino Spirlì, che è intervenuto a un dibattito organizzato dalla Lega a Catania in vista del processo a Salvini per il caso Gregoretti. "Userò le parole 'negro' e 'frocio' fino all'ultimo dei miei giorni, in calabrese dico 'nigru' per dire negro, non c'è altro modo". Spirlì, che sul suo profilo si definisce tra le altre cose "Omosessuale a tempo perso e cattolico praticante", da tempo conduce una crociata contro il politically correct e l'uso della parola "gay". Nel proprio intervento, Spirlì ha attaccato "la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome".
 
Il Pd chiede a Jole santelli, governatrice della Calabria, di rimuovere dalla giunta regionale il suo vice Nino Spirlì. L'assessore in quota Lega, che ha anche la delega alla Cultura, è intervenuto a un dibattito organizzato dal Carroccio a Catania in vista del processo a Salvini per il caso Gregoretti. "Userò le parole 'negro' e 'frocio' fino all'ultimo dei miei giorni, in calabrese dico 'nigru' per dire negro, non c'è altro modo".
Sul caso è intevenuta anche la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni: "Il vicepresidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, non perda altro tempo: rassegni immediatamente le sue dimissioni e chieda scusa. Nel caso non intendesse farlo, ci pensi la presidente Jole Santelli a revocargli il mandato e a fare mea culpa per aver nominato nella sua giunta un uomo che non ha il senso della misura e, soprattutto, con le sue inqualificabili dichiarazioni getta discredito sulla istituzione che rappresenta".

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