Da lunedì 13 lunedì la Calabria affiancherà Friuli Venezia Giulia e Alto Adige in zona gialla. Ma con i contagi e i ricoveri in aumento a livello nazionale, è probabile che anche altre regioni passeranno in fascia gialla nelle prossime settimane.
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Un cambio cromatico senza impatto concreto nella vita dei cittadini (dal momento che le regole in zona bianca e gialla sono le stesse a parte l’obbligo di mascherina anche all’aperto) ma che preoccupa in quanto rivelatore di un aumento di pazienti Covid ospedalizzati. In pole per il cambio di colore lunedì 20 dicembre ci sono Trentino, Liguria e Veneto. Ma rischiano entro fine anno anche Lombardia, Lazio e Marche.
Calabria in zona gialla, ecco da quando
Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità certificherà per la Calabria (118 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti) numeri da zona gialla. Le terapie intensive sono infatti all’11.8% e i reparti ordinari al 16,8%. La regione del resto è al terzultimo posto per vaccinati (il 79,8% della popolazione over 12 è immunizzata contro una media nazionale dell’84,9%).
Occhiuto: «Cambierà poco»
«Cambierà poco, perché le restrizioni riguardano solo i non vaccinati, e torna l’obbligo di mascherina anche all’aperto. Ma questa misura l’abbiamo già reintrodotta qualche giorno fa. È giusto però che i calabresi prendano coscienza del fatto che, con un sistema sanitario fatiscente come il nostro, dobbiamo stare più attenti degli altri». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “Il Foglio”, rispondendo ad una domanda della Calabria in “zona gialla”.
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«Il numero dei contagi – dice ancora Occhiuto – non è altissimo come in altre Regioni, è il deficit strutturale che ci porta in zona gialla. Ma non è facile colmare i ritardi derivanti da 12 anni di commissariamento della sanità, nei quali né si è ridotto il debito, né si è aumentata la qualità delle prestazioni. Stiamo utilizzando molto le strutture del generale Francesco Paolo Figliuolo, un supporto prezioso, soprattutto per incrementare la campagna vaccinale».












