Avvenire di Calabria

I giovani e gli adulti di Ac pronti a rivivere la gioia dello stare insieme per condividere momenti di riflessione, preghiera e svago come si faceva prima del Covid

Campi estivi, l’Azione cattolica di Reggio Calabria riparte

Tornano i tradizionali appuntamenti estivi dopo lo stop imposto dalla pandemia: tra le attività in programma, anche una visita alle "Terre dei fuochi" in Campania

di Redazione Web

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La voglia di ripartire e condividere assieme agli altri momenti di gioia, ma anche confronto e riflessione è tanta. I due anni di pandemia non hanno pregiudicato questo desiderio che accomuna, forse ancora prima di un tempo, centinaia di giovani reggini. Lo sanno in Azione cattolica.

In questo lungo periodo segnato dalla paura del Covid - 19, educatori e assistenti dell'Azione cattolica di Reggio Calabria hanno intercettato questo bisogno di stare insieme che è diventato esigenza. Messa alle spalle, si spera per molto tempo, l’emergenza, l’Ac diocesana di Reggio Calabria - Bova torna a proporre per il tempo estivo, ormai alle porte, i campi diocesani.


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Un appuntamento, da sempre, tanto atteso dai soci di ogni generazione. «Chi è cresciuto nell’associazione sa bene cosa rappresentino questi momenti a conclusione del cammino dell’anno e come rilancio del successivo: un’occasione per riscoprirsi famiglia diocesana, per stringere legami di amicizia ancora più forti. Una chiamata speciale per vivere “l’Incontro” con Cristo nella Chiesa», spiegano dalla presidenza dell’Azione cattolica di Reggio Calabria, in vista della ripresa dei campi estivi.

Con questa consapevolezza il settore Adulti diocesano di Azione cattolica propone ai soci di questa fascia la partecipazione al Grest del 24 e del 25 giugno ed al campo Adulti e Giovani adulti del 26, 27 e 28 agosto, «per riscoprirsi persone, gruppi, comunità capaci di progettualità, entusiasti nel pensare ad un mondo migliore, ad un futuro più invitante, partendo dalle realtà della nostra quotidianità, dalle nostre parrocchie, dai nostri quartieri, dalle periferie reali ed esistenziali della nostra città», affermano ancora dall’Ac reggina.

Durante il Grest, in particolare, «sarà messa al centro la parola “costruire”, declinata ed ispirata dalla ricchezza dei contenuti dell’enciclica Laudato si’, che tante volte al suo interno la ripete. Ed il campo sarà organizzato in Campania, nelle terre dei fuochi, su sentieri tracciati da uomini che hanno ben saputo coniugare la fede con il bene comune». Anche il settore Giovani, che ha vissuto un anno all’insegna dell’incontro, riparte con le proposte estive residenziali.

«La disgregazione generata da questo tempo pandemico ha profondamente segnato il mondo giovanile e lo sforzo di quest’anno associativo è stato quello di ricucire quei legami belli che da sempre contraddistinguono la Chiesa tutta e la nostra Ac diocesana. L’incontro con Lui, l’incontro tra noi: questo il desiderio che ha accompagnato il settore giovani, questa la forza con cui si stanno programmando le ormai prossime esperienze estive», ancora la presidenza dell’associazione nel ricordare le date del campo giovanissimi, dal 21 al 24 luglio al Soggiorno San Paolo, e del Campo giovani: «dal 28 al 31 luglio presso Casa Sacro Cuore».

Dulcis in fundo la proposta di Azione cattolica ragazzi di Reggio Calabria: con il campo estivo che si terrà dal 24 al 27 luglio a Cucullaro. Anche i ragazzi «potranno finalmente riscoprire l’importanza di vivere relazioni piene, autentiche e gioiose con i coetanei e con gli educatori. Avranno l’occasione, almeno per pochi giorni, di condividere un tempo prolungato, straordinario eppure quotidiano: potranno riappropriarsi del proprio spazio e sentirsi nuovamente vicini, sia nella dimensione del gioco che durante i momenti di formazione o di preghiera».


PER APPROFONDIRE: Diocesi Locri-Gerace, l’Azione cattolica programma le attività future


Per tutti gli educatori, chiamati ad accompagnarli in questo processo di riscoperta, affermano gli stessi, «sarà un modo per sentire con più forza la dimensione diocesana». L’augurio è che «questo nuovo inizio non sia solo partecipato come un tempo», ma anche «sentito e vissuto da tutti i soci come un modo concreto per dire grazie al Signore del dono dell’associazione che, in questi anni di pandemia, ha fatto sì che la paura non prendesse il sopravvento, non cambiasse i nostri comportamenti, ma soprattutto non facesse perdere la voglia di stare insieme!», affermano soci ed educatori.

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