Avvenire di Calabria

Campi estivi, per l’Azione cattolica di Reggio Calabria è tempo di unità

Si svolgerà a Cucullaro (Santo Stefano d'Aspromonte) il campo unitario associativo. Sarà un'ulteriore occasione per ripartire dopo la Pandemia.

di Redazione Web

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Le tante alternative alle occasioni di incontro e confronto individuate durante gli anni della pandemia da Covid - 19. La voglia ancor più forte, dopo lo scorso anno, di ripartire e mettere alle spalle un lungo periodo segnato da paure e incertezze.

Finalmente, l’Azione cattolica diocesana di Reggio Calabria è tornata a riappropriarsi dei propri spazi di relazioni, all’insegna di una “normalità” che un paio di anni fa sembrava un lontano miraggio. Si è tornati a condividere esperienze formative, ma anche di crescita nella fede e nella testimonianza.


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Adesso ci «si prepara, nuovamente, a vivere il proprio “tempo estivo” che fa da ponte tra l’anno associativo appena concluso e il prossimo». Afferma Giorgio Cotroneo, consigliere diocesano di Azione cattolica del settore giovani: «non una pausa dall’impegno educativo, che non conosce soste stagionali, ma un’oasi di spiritualità all’ombra della Parola, che dà respiro al servizio, consentendo di riscoprirne le motivazioni profonde».

Anche quest’anno i soci di Azione cattolica si ritroveranno presso il Soggiorno San Paolo di Cucullaro, spiega ancora Cotroneo, «vero luogo del cuore associativo, dal 20 al 24 luglio per il campo estivo, che sarà segnato da una rilevante novità: sarà un campo unitario, pensato cioè per tutte le fasce di età della grande famiglia di Azione cattolica: acierrini, giovanissimi, giovani e adulti».

Il Consiglio diocesano, nell’ultimo anno, ha, infatti, «scommesso sulla vocazione unitaria e intergenerazionale tipica dell’Azione cattolica, chiamata a essere, come la parrocchia, casa per tutti, dall’entusiasmo dei piccoli fino alla saggezza e alla perseveranza degli anziani, custodi di una memoria preziosa». La struttura del campo, afferma ancora il consigliere diocesano di Ac, «consentirà a ciascuno di vivere, a un tempo, un proprio percorso di riflessione e spiritualità ed esperienze davvero unitarie, in cui i saperi delle diverse età si fonderanno in un insieme armonico, superando le differenze e anche le diffidenze che spesso incontriamo nelle relazioni tra noi».

«Non resta, dunque, che salire sul monte, là dove il Risorto si rivela e ci offre il riposo dalle fatiche quotidiane, invitandoci ad andare nel mondo senza paura, certi della Sua presenza».

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