Caso Miramare, l’accusa chiede 10 mesi di reclusione per Marcianò

Sono dieci i mesi di reclusione chiesti dal sostituto procuratore di Reggio Calabria Walter Ignazzitto nei confronti dell’ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria, Angela Marcianò, per il cosiddetto “Caso Miramare”, che ha già visto il rinvio a giudizio nei confronti del sindaco della città dello Stretto, Giuseppe Falcomatà, e di diversi tra assessori, ex assessori e burocrati, con il processo ordinario che inizierà esattamente tra un mese, il 18 aprile.

Oltre a Falcomatà sono imputati anche il segretario generale del Comune, Giovanna Acquaviva, l’ex dirigente Maria Luisa Spano’, gli assessori Saverio Anghelone, Armando Neri (vicesindaco in carica), Patrizia Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Antonino Zimbalatti e l’ex assessore Agata Quattrone.

Al centro dell’inchiesta la delibera della Giunta comunale con cui l’Amministrazione affidava all’imprenditore Paolo Zagarella, titolare dell’associazione “Il sottoscala”, la gestione temporanea del noto albergo Miramare, da tempo chiuso. L’affidamento della gestione della struttura di pregio, notissima in città, sarebbe avvenuto in maniera diretta a Zagarella: questi, infatti, è uno storico amico del sindaco Falcomatà e gli avrebbe anche concesso, in forma gratuita, i locali che avevano ospitato la segreteria politica nella campagna elettorale che porterà l’attuale primo cittadino alla schiacciante vittoria sul centrodestra nella corsa verso Palazzo San Giorgio. Una delibera, quella del luglio 2015, che sarebbe stata approvata a maggioranza con l’assenza dell’allora assessore, Mattia Neto, che infatti non verrà coinvolta nell’inchiesta del pm Walter Ignazitto. Marcianò è l’unica tra le persone coinvolte nell’inchiesta del pm Walter Ignazitto ad aver chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato. Marcianò, protagonista di una lunga querelle (terminata con la revoca delle deleghe) con il sindaco Falcomatà, nella propria lettera alla città, rivangò anche la questione “Miramare”. Nel corso dell’udienza odierna, l’ex assessore Marcianò ha reso delle dichiarazioni aula in cui ha ricostruito la propria versione dei fatti circa la vicenda in questione e, più in generale, sui rapporti all’interno della Giunta Comunale e con la macchina amministrativa.

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