C’è un tablet per seminaristi «smart»

Avvenire ha avviato la fase attuativa dell’innovativo progetto per «un tablet per ogni seminarista», che offre molto più del semplice abbonamento digitale al quotidiano: il dispositivo, infatti, farà parte di una rete che permetterà a tutti i chierici di comunicare in uno spazio digitale privato. Così anche nei luoghi di formazione al sacerdozio la comunità diventa community.

Il progetto è entrato nel vivo anche in Calabria. Presso il Seminario regionale “San Pio X” di Catanzaro il responsabile sviluppo vendite di Avvenire, Massimo Bonicelli, accompagnato da Armando Bonavita, capoarea Centro-Sud, ha incontrato le tre équipe formative che si occupano della formazione dei futuri presbìteri diocesani della regione. Bonicelli e Bonavita hanno raccolto la piena adesione dei superiori calabresi. Monsignor Rocco Scaturchio, rettore del San Pio X, riferisce l’entusiasmo della comunità: «I nostri 62 ragazzi hanno subito aderito con gioia al progetto, evidenziando che è doppiamente utile: perché possono fruire di Avvenire in maniera comoda e puntuale, e perché possono condividere materiale didattico e formativo». Anche l’équipe formativa ha rilevato un interesse educativo: «La diffusione e l’uso dei tablet collegati in rete – prosegue Scaturchio – contribuirà al cammino unitario di tutte le comunità seminaristiche della regione».

Gli fa eco monsignor Salvatore Santoro, vicario generale e rettore del Seminario “Pio XI” di Reggio Calabria, che a oggi conta 31 chierici: «Questa iniziativa interseca e raggiunge diversi obiettivi educativi. Il primo è favorire un’educazione all’informazione: penso a quanto sia vantaggiosa la lettura del quotidiano offerta su supporto digitale. È uno stimolo a riformulare i contenuti formativi secondo le nuove tecniche che ci vengono offerte anche dai mezzi di comunicazione. Infine, il progetto di Avvenire garantisce una rete dove condividere esperienze formative che interessano più seminari: è un progetto di comunicazione culturale veramente innovativo ».

Don Luigi Bova, rettore del “Redemptoris Custos” di Cosenza, racconta che i suoi dieci seminaristi sono molto contenti del progetto di Avvenire: «L’idea di un tablet per ogni seminarista è interessante perché permette di apprendere il buon uso di un certo tipo di tecnologia, apprezzandone i vantaggi e imparando a discernere rischi e conseguenze». Bova conclude con un auspicio: «L’uso dei tablet potrebbe varcare i confini della regione e permettere anche ai formatori e seminaristi di tutta Italia di condividere materiali ed esperienze». Un ulteriore rilancio all’idea di Avvenire che può coinvolgere in maniera propositiva formatori e seminaristi di tutte le diocesi italiane.

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