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Nel suo intervento il presidente reggino Claudio Aloisio evidenzia le difficoltà in cui si trovano molti ristoratori

Confesercenti interviene sulle incongruenze del Dpcm sull’asporto

Redazione Web

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Con l’ultimo Dpcm che vieta ad alcune attività il servizio di asporto a partire dalle ore 18:00, il Governo ha superato se stesso nel riuscire ad emanare norme inutili e tecnicamente sbagliate a danno di uno dei comparti tra i più colpiti dalla crisi, quello della ristorazione.

Infatti a partire dal 16 gennaio, un imprenditore che nella visura camerale si ritrova il codice ateco 56.3 (quello dei bar per intenderci) come attività prevalente ma, ad esempio, svolge anche l’attività di pasticceria, gelateria e ristorazione, dalle 18:00 non potrà più fornire servizio d’asporto di alcun genere. Tradotto: a quell’ora dovrà chiudere.

Invece il suo collega la cui attività prevalente risulta “pasticceria e gelateria” (codice ateco 56.10.3) ma svolge anche l’attività di bar e ristorazione, potrà continuare a fornire tale servizio sino alle 22:00 vendita di alcolici compresa.

Ora, immaginate la situazione paradossale di due colleghi, posizionati nella stessa via e che hanno in pratica la medesima attività, uno dei quali è costretto a chiudere alle 18:00 mentre l’altro può continuare fino alle 22:00.

Senza parlare, poi, dell’altro codice ateco ricompreso nella norma, il 47.25, quello del commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati: in pratica enoteche e bottiglierie. Due attività che, ci piacerebbe capire, quale attinenza possano mai avere con il fenomeno della “movida” che questi divieti bislacchi vorrebbero contrastare.

Riteniamo, e l’abbiamo ribadito più volte, sia assurdo e scorretto che lo Stato, per impedire gli assembramenti nella pubblica via, decida di chiudere i locali che rispettano le regole piuttosto che sanzionare chi le infrange.

Detto ciò, ci saremmo quantomeno aspettati un minimo di senso logico nella ratio dei divieti imposti dal nuovo Dpcm mentre dobbiamo, nostro malgrado, prendere atto che non solo i provvedimenti sono strategicamente errati e inefficaci rispetto lo scopo primario di contenere la pandemia ma anche tecnicamente scorretti la qual cosa crea ulteriore caos in una situazione in cui, oggi più che mai, servirebbe maggiore chiarezza.

Come Fiepet Confesercenti Reggio Calabria richiederemo un incontro urgente con il Prefetto per esporre le problematiche derivanti da queste ulteriori misure restrittive che danno origine a una situazione di disparità inaccettabile tra imprese, alcune delle quali ingiustamente e inspiegabilmente vessate rispetto ad altre, rischiando così di creare ulteriori tensioni di cui, francamente, soprattutto in questo momento avremmo fatto volentieri a meno.

Claudio Aloisio
Presidente Confesercenti Reggio Calabria

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Aloisio ha sottolineato l’esasperazione che serpeggia tra gli imprenditori costretti alla chiusura per l’istituzione della zona rossa senza alcuna certezza sui ristori “che, per altro, sino ad oggi si sono rivelati largamente insufficienti”.

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