Avvenire di Calabria

Proteste dei primi cittadini di tutta Italia; Falcomatà: «È un errore scaricare sui sindaci la responsabilità»

Coprifuoco, la ”patate bollente” passa nelle mani dei sindaci

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Chiusure temporanee, una sorta di 'coprifuoco' deciso dai sindaci, in piazze e vie dopo le 21 di fronte ad eventuali rischi di assembramenti, didattica a distanza solo in situazioni critiche e possibili turni pomeridiani per le classi. E' un decreto anti-movida che tutela chi rispetta le regole quello scritto a più mani dal Governo, seduto per quasi tre giorni al tavolo delle trattative assieme a Regioni e Enti locali. Ma "la strategia non è e non può essere la stessa della primavera", assicura il premier Giuseppe Conte, che avverte: "il governo c'è ma ciascuno deve fare la sua parte". Ed è solo l'inizio di un piano più ampio. Il Presidente è consapevole "che ci sono ancora diverse criticità: facciamo 160 mila tamponi al giorno - dice - ma certo non possiamo tollerare le file di ore". Saranno valide fino al 13 novembre le misure del nuovo dpcm sul Covid. Lo si legge nella versione finale del testo, pubblicata sul sito del governo. Le norme entrano in vigore oggi, 19 ottobre. Fanno eccezione le norme che rafforzano la didattica a distanza e gli orari scaglionati alle superiori, consentendo i doppi turni e stabilendo l'ingresso a scuola per i liceali non prima delle 9: questa disposizione varrà da mercoledì 21 ottobre. Per le Asl c'è l'obbligo segnalare contagio su app Immuni.


Il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro attacca: «Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell'opinione pubblica. Questo non lo accettiamo. Ci saranno le forze dell'ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l'ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un'altra? Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso».

Sulla stessa frequenza d'onda anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che ha iniziato la decisione del premier su Twitter: «È un errore scaricare sui sindaci la responsabilità sulle zone in cui applicare il coprifuoco. In un momento difficile come questo le istituzioni dovrebbero collaborare, lo scaricabarile non risolve nulla. Il governo si ravveda e modifichi la norma».

Articoli Correlati

Cittadella dell’Immacolata, oasi di pace per i bimbi ucraini

Dagli scenari di guerra alla protezione della Cittadella dell’Immacolata di Bagnara: bambini ucraini in fuga ritrovano la pace nell’estremo lembo dello Stivale e, soprattutto, la gioia di poter giocare nuovamente insieme, senza alcun pericolo.

Violenza di genere, la mamma ferita: «Così sono rinata»

Una storia di maltrattamenti consumata tra le mura domestiche, può trasformarsi in un vero e proprio esempio per quante hanno ancora paura di dire «basta». La testimonianza della giovane donna, finalmente uscita dal tunnel in cui era piombata: «Oggi mi sento finalmente donna, grazie al Centro antiviolenza “Angela Morabito” di Reggio Calabria e all’amore di mia figlia»