Covid-19: tensioni nella tendopoli. Le riflessioni della Caritas – avveniredicalabria

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«Si lavora perché l’umanità prevalga e non ci siano azioni di forza. Alla forza si reagisce con il dialogo». È quanto ha detto al Sir il direttore Cecè Alampi

Covid-19: tensioni nella tendopoli. Le riflessioni della Caritas

Redazione Web

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di Fabio Mandato* - “Si lavora perché l’umanità prevalga e non ci siano azioni di forza. Alla forza si reagisce con il dialogo”. È quanto ha detto al Sir Cecè Alampi, direttore della Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi, a proposito della sassaiola “con forti tensioni” dei migranti nei confronti delle forze dell’ordine a San Ferdinando, avvenuta lo scorso sabato. “La situazione è esplosiva sia nei container sia nel campo della tendopoli nuova, ormai diventata logora, e non è facile trovare una mediazione”, ha detto Alampi. Attualmente alla tendopoli ci sono 270 persone, mentre altre 80 si trovano nei container. Nei giorni scorsi, 21 migranti sono risultati positivi al tampone. “Il pericolo viene anche dal fatto che vivono in sei per ogni tenda”.

“Come Caritas forniamo i generi alimentari anche in forma straordinaria, ma faccio un appello alle Istituzioni, perché si onerino del superamento definitivo dell’emergenza. Siamo in attesa di decisioni che non arrivano mai”. Alampi evidenzia come gli operatori Caritas e le altre associazioni impegnate sul campo “tentiamo di fare una mediazione cercando di costruire ponti e abbattere ogni muri”. Però, aggiunge, “la situazione va risolta, l’emergenza non può durare a vita. I migranti hanno bisogno di certezze, ma devono collaborare, e non con i sassi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, con una nota: “Quanto accaduto è l’ennesima testimonianza di un malessere molto più diffuso che reclama, da una parte, il rapido superamento della Tendopoli di San Ferdinando ma, anche, una strategia risolutiva delle dinamiche migratorie in tutta la Piana”. Il primo cittadino chiede “per l’ennesima volta e con rinnovata energia, al governo centrale e all’istituzione regionale di intervenire per governare la complessità di un fenomeno che può trasformarsi in risorsa ma anche generare derive violente e antidemocratiche”.
*Agensir

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