L’intelligenza artificiale continua a ridefinire i servizi digitali di uso quotidiano e i settori strategici, sollevando contestualmente nuove sfide in ambito di sicurezza informatica e di etica militare. Da un lato, Google ha avviato l’integrazione del modello Gemini all’interno di Maps per offrire una navigazione conversazionale e immersiva, mentre Microsoft è entrata nel settore sanitario con Copilot Health, un assistente progettato per riorganizzare i dati medici dei pazienti in modo accessibile. Dall’altro lato, le vulnerabilità dei sistemi aziendali emergono nel caso della recente violazione della piattaforma interna di McKinsey, dimostrando i rischi connessi all’adozione di queste tecnologie su larga scala. Sul fronte geopolitico si registra invece la definitiva rottura dei negoziati tra il Pentagono e Anthropic in merito all’impiego militare degli algoritmi. Completano il quadro i movimenti di mercato di aziende come xAI, Meta e Bumble, segnale di un comparto in continua trasformazione.
L’integrazione di Gemini in Google Maps
A chi non è mai capitato di dover cercare un parcheggio in una città sconosciuta? Quando si prova a cercare su Google Maps non si possono formulare domande troppo complesse, le mappe digitali hanno dei limiti oggettivi. Google, però, prova a superarli: da giovedì scorso, infatti, l’applicazione Google Maps ha cominciato a integrare Gemini, il modello di intelligenza artificiale della casa di Mountain View, in quella che l’azienda definisce «la più significativa trasformazione dell’esperienza di guida degli ultimi dieci anni». Le novità sono sostanzialmente due: la prima si chiama Ask Maps (letteralmente, “chiedi alle mappe”), una funzione conversazionale che permette di porre domande in linguaggio naturale, anche piuttosto articolate. Non più semplici parole chiave, ma richieste del tipo: «Il mio telefono si sta scaricando, dove posso ricaricarlo senza fare la fila per un caffè?». L’intelligenza artificiale attinge ai dati di oltre trecento milioni di luoghi e alle recensioni della comunità di utenti per offrire risposte personalizzate. La seconda novità è la Immersive Navigation (navigazione immersiva), che trasforma la mappa in una rappresentazione tridimensionale dell’ambiente circostante: edifici, cavalcavia, terreno, semafori, strisce pedonali e segnali di stop vengono resi con un realismo che ricorda un videogioco. Il sistema analizza le immagini di Street View e le fotografie aeree per costruire il modello immersivo. Anche la guida vocale cambia “tono di voce” e diventa più simile al parlato di un passeggero che suggerisce la strada. Per ora, entrambe le funzioni sono disponibili negli Stati Uniti e in India, ma Google ha annunciato un’espansione progressiva in tutto il mondo.
Maps è l’ultimo prodotto dell’ecosistema Google a ricevere l’integrazione di Gemini, dopo Gmail, Documenti, Fogli, Drive, Meet e Foto. Montain View vuole portare l’intelligenza artificiale là dove le persone trascorrono il loro tempo, senza chiedere loro di installare nulla di nuovo. Con miliardi di utenti già presenti sulle sue piattaforme, Google scommette su una capillarità che i concorrenti faticano a eguagliare.
Microsoft e l’assistente per il settore sanitario
Se Google punta sulla strada, Microsoft, invece, mira al settore sanitario. Mercoledì l’azienda di Redmond ha presentato Copilot Health, un assistente sanitario basato sull’intelligenza artificiale e integrato nella sua piattaforma Copilot. Il servizio è in grado di collegare i dati provenienti da oltre cinquanta tipi di dispositivi indossabili, le cartelle cliniche elettroniche di più di cinquantamila strutture ospedaliere statunitensi e i risultati di laboratorio, per offrire all’utente una visione d’insieme della propria salute…le risposte si fondano su fonti accreditate, tra cui Harvard Health, e ogni informazione rimanda alla fonte originale.
Mustafa Suleyman, a capo della divisione di intelligenza artificiale di Microsoft, non ha nascosto l’ambizione del progetto: in un’intervista, infatti, ha parlato di «primi passi verso una superintelligenza medica», immaginando un futuro in cui un assistente disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro possa combinare la conoscenza di un medico generico con la profondità di uno specialista, rendendola accessibile a tutti. Suleyman ha anche evocato la propria esperienza personale, riconoscendo di appartenere a una ristretta élite che può permettersi un medico di fiducia sempre raggiungibile, e ha espresso il desiderio di democratizzare quel privilegio attraverso la tecnologia. Microsoft, tuttavia, ha precisato che Copilot Health non intende sostituire il medico, né fornire diagnosi o piani terapeutici. Dominic King, vicepresidente di Microsoft per la sanità, ha spiegato che l’obiettivo è aiutare le persone a presentarsi alle visite con le domande giuste e una migliore comprensione del proprio stato di salute: «Questa è una tecnologia che per noi è molto importante realizzare nel modo corretto», ha dichiarato King. I dati sanitari restano isolati dal resto della piattaforma Copilot, protetti da crittografia, e non vengono utilizzati per addestrare i modelli. Il lancio, per ora, è limitato agli Stati Uniti.
Sicurezza informatica: la violazione dei sistemi McKinsey
Anche il tema della sicurezza è riaffiorato all’ordine del giorno durante lo scorso weekend: lo dimostra quanto accaduto alla McKinsey & Company, il colosso della consulenza strategica, dove una startup di cybersicurezza chiamata CodeWall ha rivelato che il proprio agente di intelligenza artificiale è riuscito a penetrare Lilli, la piattaforma interna di AI della società, in appena due ore. Senza credenziali, senza conoscenze interne, senza intervento umano. Lilli è uno strumento costruito nel 2023 per consentire ai consulenti di McKinsey di interrogare banche dati arricchite da decenni, analizzare documenti e condurre ricerche su oltre centomila file interni. Circa il settanta per cento dei dipendenti, cioè oltre quarantamila persone, lo utilizza quotidianamente. L’agente di CodeWall ha individuato ventidue punti di accesso privi di autenticazione, così, sfruttando una vulnerabilità nota come SQL injection — una tecnica antica quanto il web stesso — ha ottenuto accesso completo al database di produzione: 46,5 milioni di messaggi di chat su strategie, fusioni e acquisizioni, 728mila file contenenti dati riservati di clienti, 57mila account utente e 95 istruzioni di sistema che governano il comportamento dell’intelligenza artificiale. L’aspetto più inquietante è che queste istruzioni erano modificabili: un attaccante malintenzionato avrebbe potuto alterare silenziosamente le risposte di Lilli per tutti i consulenti, senza che nessuno se ne accorgesse.
McKinsey ha corretto le falle in meno di 24 ore e ha dichiarato, dopo un’indagine condotta con una società forense esterna al gruppo, di non aver trovato prove che dati riservati dei clienti siano stati effettivamente compromessi. Ma la vicenda è emblematica: se una società con le risorse e le competenze di McKinsey può essere “bucata” da una tecnica vecchia di decenni, tutte le organizzazioni che stanno integrando sistemi di intelligenza artificiale nei propri apparati informatici, dovrebbero verificare bene quali dati stanno esponendo al rischio hackeraggio.
Le tensioni geopolitiche tra Pentagono e Anthropic
Sul fronte geopolitico, intanto, si è consumata definitivamente la rottura tra il Pentagono ed Anthropic — l’azienda creatrice di Claude, uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Emil Michael, responsabile tecnologico del Dipartimento della Difesa statunitense, ha detto alla CNBC che non vi è alcuna possibilità di riaprire le trattative: «Non c’è alcuna chance. La leadership di Anthropic ha dimostrato, attraverso le fughe di notizie e negoziati condotti in cattiva fede, di non voler raggiungere un accordo». La disputa ruota, come già raccontato in diverse uscite di questa rubrica, ruota attorno alle restrizioni che Anthropic ha posto all’uso militare della propria tecnologia, in particolare si è rifiutata di consentire l’impiego per la sorveglianza di massa e per armi completamente autonome. Il Pentagono, da parte sua, rifiuta che un’azienda privata possa limitare l’uso che il governo fa dei propri strumenti. Anthropic ha risposto con un’azione legale contro l’amministrazione Trump, definendo la decisione «senza precedenti e illegittima». La vicenda apre scenari molto inquietanti sul rapporto tra le aziende sviluppatrici di intelligenze artificiali e il potere militare, e soprattutto su chi debba avere l’ultima parola sull’uso di questa tecnologia.
Gli altri aggiornamenti di mercato
Ecco le altre notizie che completano il quadro dei mutamenti in atto nel settore Ai durante il weekend: xAI di Elon Musk ha assunto Andrew Milich e Jason Ginsberg, due ingegneri di punta di Cursor (una delle piattaforme di programmazione assistita dall’intelligenza artificiale più apprezzate dagli sviluppatori), nel tentativo di colmare il ritardo rispetto ai concorrenti nella scrittura automatizzata di codice. Musk ha ammesso pubblicamente che la sua azienda «non è stata costruita bene» e che è in corso una ricostruzione dalle fondamenta, dopo l’uscita di nove degli undici cofondatori originari. Meta avrebbe posticipato il lancio del suo prossimo modello di intelligenza artificiale, denominato Avocado, almeno a maggio, a causa di prestazioni inferiori rispetto ai modelli concorrenti.
L’app di incontri Bumble ha annunciato l’introduzione di Bee, un assistente generativo che apprende le preferenze degli utenti per suggerire corrispondenze più pertinenti. Infine, Axiom, una startup specializzata nella verifica del codice generato dall’intelligenza artificiale, ha raccolto duecento milioni di dollari in un round di finanziamenti, raggiungendo una valutazione superiore a 1,6 miliardi di dollari: un segnale di quanto il mercato creda nella necessità di rendere affidabile ciò che viene prodotto dalle macchine.













