Il nuovo episodio di Good Morning Calabria – speciale 8xmille entra nel cuore della rete per raccontare l’impegno profetico dell’Associazione Meter e del suo fondatore, don Fortunato Di Noto, da trentacinque anni sentinella degli abusi sui minori nelle periferie digitali.
Periferie digitali e nuove vulnerabilità
Non hanno strade né piazze, ma sono i luoghi dove oggi milioni di bambini e adolescenti cercano relazione e riconoscimento. Le periferie digitali sono il terreno in cui predatori e organizzazioni criminali invisibili agiscono senza confini. È qui che, fin dagli albori del Web, opera don Fortunato, intuendone da subito le fragilità. «Meter ha avuto fin dall’inizio un’attenzione pionieristica per Internet», racconta nel podcast, ricordando come già allora si percepisse la portata delle future violenze online.

Oggi l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa ha amplificato i rischi. «L’abuso è sempre abuso. L’IA non elimina la violenza, la moltiplica», ammonisce don Fortunato. Tra i fenomeni più inquietanti, il deep nude che trasforma immagini innocenti in materiale pedopornografico, poi immesso nei circuiti criminali globali. Un mondo dove la ferita più dolorosa resta la solitudine dei minori, «orfani con genitori vivi», privi di accompagnamento educativo e più ascoltati da un chatbot che da un adulto.
La responsabilità educativa degli adulti
In questo contesto emerge la necessità di regole chiare, semplici, quotidiane. «Una regola salva la vita», ripete il sacerdote, invitando a non anticipare l’ingresso allo smartphone, a restare presenti, a conoscere i rischi, a non abbandonare i minori nel labirinto digitale. Perché lo smartphone può diventare una porta spalancata sulla pornografia, sul cyberbullismo, sulla manipolazione affettiva.
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Don Fortunato – nel suo racconto – non nasconde il peso umano di questo cammino. «Il mio cuore sacerdotale è stato forgiato dal dolore dei bambini», confida. Ha ascoltato oltre tremila vittime e continua a cercare “feritoie di luce” nel buio degli abusi. «Non sono rimasto nell’inferno. Ho cercato di strappare qualcuno da quell’inferno», dice con una forza che nasce dalla fede. Una fede nutrita anche dalla vicinanza della Chiesa, che considera «madre», e dal sostegno concreto della CEI, anche attraverso l’8xmille, che contribuisce alle attività del centro di ascolto e ai progetti di tutela dei minori.
Una presenza di speranza nel Web
Meter non si limita a denunciare, ma costruisce percorsi di guarigione e accompagnamento. Nel solco del Giubileo della Speranza, l’associazione ha persino aperto una Porta Santa digitale, segno che la fede può abitare anche gli angoli più oscuri della rete. Il podcast si chiude con un’immagine intensa: la speranza che non delude, soprattutto quando riguarda i piccoli, i prediletti dal Signore.
Un monito che diventa missione: nelle periferie digitali, dove tanti camminano soli, la Chiesa può e deve esserci, con la sua tenerezza, il suo annuncio e la sua responsabilità.













