Si è spento alle prime luci dell’alba di questa mattina, il cordoglio della comunità diocesana e dell’arcivescovo: la Chiesa reggina perde un testimone che ha dato la sua vita per i poveri e gli ultimi della città.
Le radici, alla scuola di Mons. Ferro e don Italo Calabrò
Negli anni ’60 e ‘70, nel cortile della Curia di Reggio Calabria, dove oggi sorge il Museo diocesano, arrivavano uomini e donne raccolti per strada dal vescovo Giovanni Ferro in persona, e affidati alle cure di don Italo Calabrò: quel luogo è stato una palestra di vita per molti, ha formato i protagonisti della vita diocesana della Chiesa reggina. Monsignor Antonino Iachino, che da quel mondo veniva e in quel mondo si era formato, se ne è andato stamattina all’età di 84 anni, dopo una malattia che lo accompagnava da tempo.
Gli anni del ministero sacerdotale spesi senza riserva
Nato a Pellaro il 2 luglio 1941, era stato ordinato sacerdote il 17 luglio 1966: ha servito l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova ricoprendo incarichi di primo piano: è stato vicario generale, direttore della Caritas diocesana — dove era succeduto proprio a don Italo Calabrò —, parroco di Pellaro, parroco di Sant’Agostino, rettore della Chiesa del Carmine, presidente del Centro diocesano per il Diaconato permanente, delegato arcivescovile per i Ministeri istituiti. Giornalista pubblicista di lungo corso, ha diretto anche la Rivista pastorale diocesana ed era Canonico del Capitolo Metropolitano. Chi lo conosceva sapeva che dietro gli incarichi istituzionali c’era soprattutto un prete cresciuto alla scuola di due figure che hanno segnato la storia della Chiesa reggina.
Il ricordo di Monsignor Ferro e di don Italo
Di monsignor Ferro raccontava, in una recente intervista ad Avvenire di Calabria: «Era fatto così, lui, appena vedeva un povero, si fermava. Non aveva mai fretta; e non è un modo di dire: spesso usciva con la sua macchina per andare a “recuperare” chi viveva una situazione di disagio». Di don Italo Calabrò custodiva l’insegnamento sulla vita intesa come dono e missione d’amore, un’idea che aveva cercato di tradurre in gesti concreti per tutta la sua vita sacerdotale.
«Mi dissero che il pazzo ero io»
Fu proprio seguendo quella traccia che nel maggio del 1987 nacque “Casa Corigliano”, una delle prime case accoglienza della diocesi per pazienti psichiatrici dimessi, avviata senza alcun sostegno pubblico: don Iachino amava ricordare la reazione del dottor Quattrone, psichiatra e direttore del manicomio, che gli disse: «Il vero pazzo, qua, sei tu».
Il cordoglio della comunità diocesana
L’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova si stringe nel dolore alla famiglia di monsignor Iachino e a quanti, nelle comunità parrocchiali e nei luoghi della carità, hanno camminato insieme a lui in questi lunghi anni di servizio. Con la sua scomparsa la Chiesa reggina perde un testimone diretto di una stagione pastorale che ha lasciato segni profondi nel tessuto della città, chi lo ha incontrato ricorderà un sacerdote che aveva imparato dai suoi maestri una caratteristica essenziale: fermarsi davanti a chi aveva bisogno, senza mai avere fretta.
La celebrazione delle esequie sarà in Duomo
I funerali di Monsignor Antonino Iachino si terranno domani alle 16 nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria. La salma sarà esposta dalle ore 12.00 di oggi, nella chiesa del Carmine.














3 risposte
Condoglianze da parte dei tanti soci ed amici della Comunità Scout Brutia. Grandissimo sacerdote che spesso ci ha accompagnato nei nostri momenti di vita e preghiera assieme a mons Lembo ed al vescovo mons. Ferro.
Ti voglio bene don Iachino
Il tuo ricordo vivrà sempre negli occhi e nelle parole di chi ti ha conosciuto
Buon viaggio ora verso il Padre e continua a pregare per noi come noi faremo per te 😘
E’ stato uno dei miei cari “maestri” insieme a don Lillo, a don Lauro, a don Italo….quanti bei ricordi in azione cattolica giovanile. Riposa in pace , caro don Iachino, ti ho voluto tanto bene…sentite condoglianze alla famiglia.