Elezioni suppletive Reggio Calabria, la corsa a quattro per la Camera

Ai Overview: Domenica 27 e lunedì 28 settembre i cittadini di 71 Comuni della Città metropolitana di Reggio Calabria torneranno alle urne per le elezioni suppletive della Camera dei Deputati. La consultazione si rende necessaria per assegnare il seggio del Collegio uninominale 05, rimasto vacante in seguito all’elezione a sindaco di Francesco Cannizzaro. A contendersi l’incarico parlamentare sono quattro candidati: Fabio Roscioli per il centrodestra, Frank Benedetto sostenuto dal centrosinistra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale con Vannacci e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare. La competizione assume una rilevanza politica che supera i confini locali, utile per misurare i nuovi equilibri partitici territoriali e la tenuta delle principali coalizioni di fronte al debutto elettorale della nuova lista legata al generale Roberto Vannacci.

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Elezioni suppletive a Reggio Calabria, si torna alle urne: quando si vota, come funziona e chi sono i candidati

Un solo seggio da assegnare alla Camera, quattro candidati e 71 Comuni chiamati alle urne. Domenica 27 e lunedì 28 settembre il Collegio uninominale 05-Reggio Calabria torna al voto per scegliere il deputato che prenderà il posto di Francesco Cannizzaro, dimessosi da parlamentare dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria. Le date sono state fissate con decreto del Presidente della Repubblica del 6 agosto 2026. La consultazione riguarda tutti i Comuni compresi nel collegio uninominale della XXIII Circoscrizione Calabria.

Quando si vota

I seggi saranno aperti domenica 27 settembre dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15. Alla chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio. Il collegio comprende 71 Comuni della Città metropolitana di Reggio Calabria, dal capoluogo a Villa San Giovanni, Scilla, Bagnara Calabra, Melito di Porto Salvo, Palmi, Locri, Siderno e agli altri centri dell’area metropolitana.

Come si vota

Si tratta di un’elezione suppletiva per un collegio uninominale della Camera. In palio c’è quindi un solo seggio e non è previsto il ballottaggio: sarà eletto il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di voti. L’elettore riceverà una sola scheda con i nomi dei candidati e i relativi contrassegni. Per esprimere il voto sarà sufficiente tracciare un segno sul nome del candidato oppure sul simbolo che lo sostiene. Per votare occorre presentarsi al proprio seggio con la tessera elettorale e un documento di identità valido.

Chi sono i quattro candidati

Sono quattro le candidature ammesse ufficialmente. Il Ministero dell’Interno indica nell’ordine di presentazione: Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale con Vannacci, Francesco Antonio Benedetto, detto Frank, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, e Fabio Roscioli, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Unione di Centro e Forza Italia-PPE. Fabio Roscioli è il candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra. Avvocato e tesoriere nazionale di Forza Italia, la sua candidatura è stata ufficializzata alla fine di agosto. Domenico Giannetta corre invece con Futuro Nazionale con Vannacci. Medico, già consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha lasciato Forza Italia per accettare la candidatura del partito guidato da Roberto Vannacci. Francesco Antonio Benedetto, detto Frank, medico cardiologo, è il candidato sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista. La sua candidatura riunisce quindi le principali forze del centrosinistra presenti nella competizione. Infine, Francesco Toscano, avvocato e giornalista di Gioia Tauro, è invece il candidato di Democrazia Sovrana Popolare.

Perché queste suppletive stanno facendo discutere

Le elezioni suppletive normalmente riguardano un singolo collegio e servono semplicemente a sostituire un parlamentare che ha lasciato il proprio seggio. In questo caso, però, la campagna elettorale ha assunto una dimensione politica più ampia soprattutto per la candidatura di Domenico Giannetta con Futuro Nazionale. Giannetta era infatti capogruppo del partito regionale di Forza Italia e vice segretario nazionale di Forza Italia: per questo la sua decisione di correre con il partito di Vannacci ha modificato gli equilibri della competizione. L’annuncio della candidatura, il 23 agosto, è stato seguito da un duro confronto politico. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha preso le distanze dalla scelta di Giannetta dichiarando che “chi sceglie Vannacci è fuori dalla maggioranza regionale”, mentre Vannacci ha presentato la candidatura come una possibilità per portare a Roma un rappresentante del territorio. Anche nelle ultime settimane la campagna è stata caratterizzata da dichiarazioni contrapposte. Nei giorni scorsi Occhiuto è tornato sulla competizione parlando di «mercenari e traditori», mentre Fabio Roscioli ha ribadito la posizione della coalizione di centrodestra. Dal centrosinistra sono arrivate, parallelamente, dichiarazioni che hanno sottolineato la compattezza della candidatura di Benedetto.

Il tema dei pronostici

Una parte dell’attenzione nazionale è legata anche ai sondaggi sul consenso di Futuro Nazionale. Nelle settimane precedenti al voto sono state diffuse rilevazioni che attribuivano al partito di Vannacci percentuali significative a livello nazionale e, in alcune rilevazioni citate dalla stampa, anche nel territorio reggino. Sono però dati riferiti a sondaggi e non a risultati elettorali. Lo stesso Roberto Vannacci, intervenendo a Siderno il 13 settembre, ha parlato apertamente dell’obiettivo di ottenere un risultato molto elevato alle suppletive, arrivando a citare il 43 per cento come riferimento. Si tratta, naturalmente, di una dichiarazione del leader di Futuro Nazionale e non di una previsione verificata. Il voto del 27 e 28 settembre rappresenterà quindi anche la prima occasione per misurare nelle urne, in un’elezione diretta e con un candidato sostenuto dal proprio simbolo, il consenso di Futuro Nazionale nel collegio.

Il precedente del 2022 e cosa può dire il voto

Un elemento spesso richiamato nel dibattito è il risultato delle ultime elezioni politiche. Nel 2022 Francesco Cannizzaro vinse il collegio uninominale, ma la situazione politica di oggi è diversa: sono cambiate le candidature, gli schieramenti e i rapporti tra le forze politiche. La particolarità di questa tornata sta soprattutto nella presenza contemporanea di un candidato sostenuto dall’intero centrodestra e di un’altra candidatura proveniente dalla stessa area politica, quella di Giannetta con Futuro Nazionale. Dall’altra parte, il centrosinistra si presenta con una candidatura comune tra Pd, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista.

Il caso Reggio e lo sguardo al 2027

Il risultato di queste elezioni assegnerà concretamente un seggio alla Camera, ma sarà osservato anche per capire quale consenso riuscirà a raccogliere Futuro Nazionale al suo primo test elettorale diretto e quale effetto potrà avere la divisione del centrodestra. Il Post, in un recente articolo di approfondimento, ha letto la consultazione proprio in questa prospettiva, descrivendo il voto di Reggio come una possibile anticipazione, seppure in scala ridotta, delle dinamiche che potrebbero riproporsi alle elezioni politiche del 2027. La stessa analisi, però, sottolinea i limiti di questo tipo di confronto: il comportamento elettorale in un singolo collegio non può essere automaticamente trasferito a livello nazionale. Il dato certo, intanto, è più semplice. Il 27 e 28 settembre gli elettori dei 71 Comuni del collegio saranno chiamati a scegliere il nuovo deputato che occuperà il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro.

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