Ai Overview: L’equinozio d’autunno segna il passaggio stagionale in Calabria, dove la coesistenza di aree costiere ancora legate alle temperature estive e zone montane interne permette di osservare il fenomeno del foliage. Attraverso i parchi nazionali e regionali, dai rilievi del Pollino fino all’Aspromonte, i boschi della regione registrano il mutamento cromatico della vegetazione, offrendo spunti per itinerari escursionistici, approfondimenti naturalistici e iniziative culturali dedicate alle tradizioni locali e alla valorizzazione del territorio.
Foliage in Calabria
Oggi secondo il calendario si celebra l’equinozio d’autunno. La Calabria è quella regione che però regala ancora giornate di sole e di mare. Allo stesso tempo, la montagna così vicina ci permette di ammirare il foliage. Quel momento dell’anno in cui i boschi si riempiono di giallo, arancio e rosso, il sottobosco restituisce funghi, castagne, noci e mele e anche i sentieri che d’estate sembrano troppo caldi tornano a essere piacevoli da percorrere.
Per andare alla ricerca del foliage ci sono le destinazioni del Nord Europa diventate celebri per i colori delle foglie, ma anche in Calabria ci sono faggete, abetine e boschi di castagni dove l’arrivo dell’autunno trasforma completamente il paesaggio. E spesso il percorso può essere abbinato alla visita di un borgo, a un’escursione o alla scoperta dei prodotti della stagione.
Il Foliage sul Pollino
Il viaggio che vi suggeriamo parte dal nord della regione, dal Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Basilicata. Il Pino loricato è il suo simbolo, ma in autunno sono soprattutto i boschi a regalare una tavolozza di colori. Una giornata può diventare l’occasione per alternare il trekking alla visita di alcuni dei borghi del territorio, da Morano Calabro a Civita, con il paesaggio del Pollino a fare da sfondo.
I colori della Sila
Scendendo verso il centro della regione si arriva nella Sila, dove il foliage offre una grande varietà di colori. Il Parco Nazionale si estende tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone e comprende Sila Grande, Sila Piccola e Sila Greca. Qui il paesaggio cambia a seconda delle specie e delle quote: faggi, aceri, pioppi e pini larici accompagnano i sentieri e rendono ogni tratto del bosco diverso dall’altro.
Tra le mete da segnare c’è la Riserva naturale dei Giganti della Sila, dove gli alberi monumentali raccontano una storia molto più lunga di quella di una singola stagione.
Proprio qui, in autunno, è possibile partecipare anche a un trekking organizzato dal FAI, in programma il 18 e 25 ottobre e l’1 e 15 novembre 2026. Il percorso parte e arriva al Casino Mollo, misura circa 5 chilometri e dura tre ore, con difficoltà turistica. Il trekking attraversa il bosco nel momento in cui faggete e aceri montani cambiano colore, mentre il sottobosco restituisce i frutti tipici della stagione.
Serra San Bruno e il forest bathing
Un altro territorio da scoprire in autunno è quello del Parco Naturale Regionale delle Serre, tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. È un paesaggio fatto di boschi, corsi d’acqua e vallate, dove le faggete di Serra San Bruno e le abetine di Mongiana regalano alcuni degli scenari più interessanti della stagione.
Nel Bosco Archifòro si può vivere anche un’esperienza diversa dal semplice trekking: il forest bathing, la pratica di origine giapponese dello Shinrin-yoku. Un modo per rallentare e immergersi nel bosco attraverso i suoni, i profumi e le sensazioni dell’ambiente naturale. In autunno, tra le faggete che cambiano colore e il muschio del sottobosco, il bosco offre un’atmosfera ancora diversa.
I sentieri che conducono alla Certosa di Serra San Bruno permettono inoltre di mettere insieme natura e patrimonio culturale. Poco distante, l’Oasi WWF del Lago Angitola cambia completamente scenario: qui l’acqua e l’avifauna sono protagoniste e, durante le migrazioni, il lago diventa luogo di sosta per cicogne, aironi e rapaci.
L’autunno dell’Aspromonte
Guardando alla nostra provincia, il Parco Nazionale dell’Aspromonte offre un foliage particolare, perché qui il bosco incontra panorami che arrivano fino al mare.
Le foreste di faggi e castagni si estendono dalle valli del Bonamico e dell’Amendolea fino alle alture di Gambarie, dove nelle giornate limpide lo sguardo si apre sullo Stretto di Messina e sulle Isole Eolie.
Tra i luoghi da esplorare ci sono lo Zomaro, i Piani di Zervò e l’area delle Grandi Pietre. Gli altopiani dello Zomaro e di Zervò sono adatti anche a chi cerca percorsi meno impegnativi, con sterrati larghi e pendenze dolci. In autunno i faggi cambiano colore e sui pianori di Zervò può capitare di incontrare i cavalli lasciati liberi al pascolo.
Poco più a est il paesaggio cambia ancora. Dal bosco emergono i grandi monoliti della Valle delle Grandi Pietre, tra cui Pietra Cappa, uno dei simboli dell’Aspromonte. In autunno la luce più bassa mette ancora più in risalto le pareti rocciose e i colori della vegetazione.
L’autunno è anche uno dei periodi migliori per vivere i sentieri dell’Aspromonte. I percorsi più esposti al sole, che durante l’estate possono essere impegnativi per il caldo, diventano più piacevoli con le temperature autunnali. Dopo le prime piogge, invece, serve maggiore attenzione lungo le fiumare e nei pressi dei guadi, dove il livello dell’acqua può aumentare rapidamente. Anche le cascate, proprio in questa stagione, tornano ad avere una portata maggiore.
Canolo e lo Zomaro
Sempre nell’area dell’Aspromonte meridionale, Canolo aggiunge al foliage un paesaggio roccioso molto particolare, quello delle cosiddette Dolomiti del Sud.
Poco distante, nell’area boschiva dello Zomaro, sono invece le foglie a diventare protagoniste, con una grande varietà di forme e colori. Qui il bosco può essere anche il punto di partenza per scoprire un territorio più ampio, fatto di sentieri, piccoli centri e paesaggi che cambiano rapidamente passando dalle aree interne verso la costa.
Dal bosco alla tavola
Il foliage calabrese non riguarda soltanto i colori delle foglie. L’autunno è anche la stagione dei funghi, delle castagne, delle noci, dell’uva e delle mele, prodotti che accompagnano la vita dei territori montani e delle aree interne.
È anche per questo che un itinerario autunnale può diventare qualcosa di più di una semplice escursione: una passeggiata nel bosco può essere abbinata alla visita di un borgo, a un pranzo con i prodotti della stagione o alla partecipazione a una delle tante attività che in questo periodo animano i territori.
Ci sono anche esperienze pensate per i più piccoli. Alcuni agriturismi e fattorie didattiche propongono laboratori creativi dedicati alle foglie d’autunno e ai loro possibili utilizzi artistici.
Dal Pollino all’Aspromonte, passando per la Sila e le Serre, l’autunno offre quindi un modo diverso di attraversare la Calabria. Una stagione che permette di tenere ancora un piede sul mare e l’altro nei boschi, seguendo i colori che cambiano con la quota.













