Gatto: «L’Atam è risorta dalle ceneri»

«Abbiamo privilegiato sempre il bene comune e mai gli interessi personali»

“L’Atam si racconta: dall’ipotesi di fallimento alla prospettiva del risanamento”. Questo il titolo dello ‘storytelling”, con cui l’amministratore unico dell’Azienda Trasporti per l’Area Metropolitana di Reggio Calabria, Antonino Gatto, ha voluto ripercorrere gli ultimi tre anni di lavoro che ha visto impegnato il nuovo management aziendale in una sfida complessa e ambiziosa al tempo stesso. Ovvero quella di rimettere in piedi un’azienda strategica, specie in ottica Città metropolitana e, nel contempo, dare vita ad un modello di impresa inteso come vera e propria ‘comunità generativa’. Anche per questo, lo stesso Gatto, ha voluto condividere questa fase con le rappresentanze della società civile, associazioni come ‘Reggio non tace’, ‘Libera’ e ‘Agape’, da sempre impegnate nella tutela del bene comune e nella promozione di percorsi di legalità. Un impegno a tutto campo, dunque, incorniciato dal brillante risultato che a poco meno di un anno dal superamento dello scoglio della istanza di fallimento avanzata dalla Procura di Reggio Calabria, ha portato l’Atam a chiudere il bilancio 2015 con un significativo avanzo della gestione caratteristica di 2.680.750 euro. “Abbiamo superato la fase emergenziale – esordisce Gatto – e ora lavoriamo per una sfida ancora più ambiziosa, ovvero trasformare l’azienda sotto il profilo culturale e organizzativo. Sono stati tre anni di lavoro e di fatiche, ma anche di successi. Un grazie sento di doverlo rivolgere all’amministrazione comunale che ha consentito all’azienda di andare avanti con la sua ricapitalizzazione. Ma è un successo della città. Per questo abbiamo pensato fosse giusto confrontarci con le associazioni e le rappresentanze della società civile su quanto è stato fatto”. Successi che non sono solo nostri, tiene a precisare Gatto, “ma anche dell’azienda. Fin dall’inizio abbiamo operato come una realtà aziendale proiettata verso l’esterno e desiderosa di dare un contributo positivo, privilegiando sempre il bene comune e mai gli interessi personali”. “Vanno riconosciuti i giusti meriti al management – sottolinea l’Au di Atam – che lavorando sempre con un basso profilo e in maniera coesa, ha fornito un esempio e un modello di riferimento per altre realtà. In questa direzione potremmo dire che anche la città, con lo stesso spirito, può risorgere, esattamente come sta accadendo per l’Atam”. “C’è ancora tanta strada da fare – evidenzia Gatto – non siamo in maniera compiuta, l’azienda che vorremmo essere. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere standard qualitativi paragonabili a quelli di altre analoghe realtà nazionali. Stiamo lavorando per questo, anche attraverso la trasformazione del piano di risanamento in piano industriale. Stiamo chiedendo il supporto di esperti e professionisti di altissimo livello ma, al tempo stesso, vogliamo anche arricchire questa nostra azione della sana passiona civile che questa città è in grado di esprimere”.

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