La Calabria è stata protagonista al Giffoni Film Festival, nell’ambito della sezione Impact! grazie al cortometraggio “Un nuovo volto per Polsi”, realizzato all’interno del progetto educativo “Alla scoperta del volto di Polsi”. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra Giffoni e Calabria Film Commission, cultural partner della 55ª edizione del festival, e ha riscosso calorosi applausi.
Il racconto della Calabria che cambia
All’evento ha partecipato l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Caterina Capponi, che ha sottolineato l’importanza di una narrazione nuova della regione. «Giffoni è un mondo meraviglioso, una favola, una finestra educativa importante perché ovunque ci sono ragazzi, idee, vitalità», ha affermato. L’assessore ha spiegato come ha conosciuto il progetto: «Come assessore alla Cultura sono stata invitata a Gioia Tauro. Mi hanno presentato questo cortometraggio e c’ho visto dentro non solo tutta la Calabria, ma una nuova narrazione della nostra terra».

Capponi ha aggiunto: «Ho pensato di dover fare qualcosa ed è iniziato il lavoro con Giffoni. Oggi siamo qui ed è meraviglioso. Ridefinire la percezione della Calabria, una terra che non si rassegna e che supera così stereotipi e luoghi comuni, sono alcuni degli obiettivi che vogliamo centrare con questo progetto».
Il punto di vista dei giovani, tra emozione e consapevolezza
«Ogni volta che rivedo questo cortometraggio – ha detto ancora Capponi – mi emoziono perché viene fuori uno spaccato della Calabria e di certi posti in cui chi è nato e cresciuto vede veramente quella che è la realtà». E ha rimarcato: «Attraverso gli occhi dei ragazzi c’è una rilettura di tutta la Calabria che si rivela così una vera e propria lezione di vita. Emerge un’umanità che è in linea con il tema scelto quest’anno per il Giffoni Film Festival».
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Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato il pensiero del sociologo Bauman sulla società liquida, sottolineando come oggi si avverta un bisogno di maggiore solidità. «Partire dai giovani e dal loro sguardo sul mondo rappresenta una speranza per il futuro. Bisogna anche andare fuori, fare esperienza e conoscere. Poi, però, bisogna ritornare e lottare per il nostro territorio».
Un viaggio educativo per riscoprire la propria terra
Il docufilm, diretto da Angelica Artemisia Pedatella, con la partecipazione della Compagnia BA17, è il risultato di un lavoro condiviso tra scuole, famiglie, istituzioni religiose e civili, enti e associazioni. Il progetto è stato proposto dall’Istituto Comprensivo “F. Pentimalli – Paolo VI – Campanella” di Gioia Tauro, in rete con l’Istituto Comprensivo “San Luca – Bovalino”. Due realtà simboliche della Calabria che, spesso, vivono sotto il peso di narrazioni distorte.
Non si tratta solo del prodotto finale di un percorso scolastico, ma di uno strumento narrativo potente, che racconta la riscoperta del Santuario di Polsi attraverso fede, cultura e natura, offrendo ai ragazzi un modo per ridefinire l’identità della propria terra con empatia e partecipazione.
La storia è raccontata dal punto di vista di una giovane giornalista calabrese emigrata, che torna in Calabria per un incarico e scopre, a Polsi, una realtà che prima ignorava: bellezza, cultura, impegno e partecipazione giovanile. Un ritorno che le restituisce il senso dell’appartenenza e una nuova consapevolezza.
Una collaborazione che guarda lontano
Il direttore Claudio Gubitosi ha ringraziato la Calabria Film Commission: «Grazie per averci avvicinato ancora di più a questa regione dove abbiamo già diversi hub. L’impegno di Giffoni è grande, quindi sono orgoglioso che questa collaborazione vada avanti».
Durante le giornate del festival, la Calabria Film Commission ha promosso le bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche della regione attraverso la proiezione di materiali audiovisivi nelle sale del festival, valorizzando la Calabria come location ideale per produzioni televisive e cinematografiche.

Un video promozionale di un minuto ha raccontato, attraverso immagini suggestive, le recenti produzioni realizzate in Calabria, contribuendo a consolidare l’immagine di una regione che non si arrende, ma che si reinventa attraverso la cultura, l’educazione e lo sguardo dei suoi giovani.
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