Ai Overview: L’inquinamento atmosferico e l’esposizione al fumo, inclusi i nuovi dispositivi elettronici, rappresentano minacce significative per lo sviluppo e la salute respiratoria fin dalla primissima infanzia, come confermato da un recente studio dell’Università di Berna. In occasione della Giornata mondiale del polmone, l’attenzione si concentra non solo sull’impatto ambientale, che in Italia ha causato oltre 43.000 decessi prematuri in un anno a causa delle polveri sottili, ma anche sulla diffusione della nicotina tra i giovanissimi e sulle criticità del sistema sanitario. Le disuguaglianze nell’accesso alle terapie, unite a diagnosi spesso tardive, aggravano infatti il bilancio delle patologie respiratorie croniche, richiedendo campagne di prevenzione sempre più mirate e limiti europei più stringenti per la qualità dell’aria a tutela della salute pubblica.
Lo sviluppo polmonare e i rischi dell’inquinamento nei bambini
I ricercatori dell’Università di Berna hanno effettuato un’analisi basata sull’osservazione della crescita dei polmoni di quattrocentottantaquattro bambini, seguiti dalla nascita fino ai sei anni, e si sono imbattuti nella coincidenza per cui, se risultava che in coloro con una predisposizione genetica alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) la funzione respiratoria si sviluppava più lentamente, risultava anche che il rallentamento si manifestava soltanto dove l’aria era più sporca. Lo studio, inoltre, ha messo in evidenza il paradosso solo apparente per il quale, al verificarsi di determinate condizioni, una malattia considerata tipica dell’età avanzata può cominciare a mettere radici già all’asilo.
Le sfide della Giornata mondiale del polmone
Questi risultati hanno inevitabilmente influenzato il percorso che ha portato a celebrare oggi la Giornata mondiale del polmone, che quest’anno richiama l’attenzione sulla salute lungo tutto l’arco della vita e sulla necessaria opera di informazione sulle malattie respiratorie croniche. Se questo è l’approccio, allora si comprende bene, per un verso, l’invito alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione in merito ai rischi legati non soltanto fumo, quanto piuttosto anche all’inquinamento atmosferico e alle sostanze nocive, per altro verso, la promozione delle diagnosi tempestive per tutti i pazienti e dell’accesso alle cure.
Smog e polveri sottili: i dati sui decessi prematuri in Italia
I problemi maggiori derivano dall’inquinamento dell’aria che respiriamo che causa gravi danni sia all’ambiente che alla salute, tanto che, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2023 l’Italia ha contato 43.083 morti premature attribuibili alle polveri sottili. Le città sono sottoposte a limiti destinati a diventare ancora più stringenti nell’immediato futuro grazie all’entrata in vigore delle nuove soglie europee a partire dal 2030 che renderanno inadeguati e fuori normativa i parametri attuali.
Sigarette elettroniche e tabacco riscaldato: i nuovi numeri
Non meno importante, tuttavia, è la questione nicotina che, intanto, ha cambiato pelle per cui, se è vero che i dati diffusi a maggio dall’Istituto superiore di sanità raccontano un forte calo delle sigarette tradizionali tra gli adulti, dal 30% del 2008 al 18% del 2025, è altrettanto vero che tale diminuzione si ridimensiona nel momento in cui le analisi tengono conto anche delle sigarette elettroniche e del tabacco riscaldato, al punto che la quota scende appena al 27%. Inoltre, è emerso che il 37,1% degli studenti, tra i 14 e i 17 anni, ha usato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente nicotina.
Le disuguaglianze nell’accesso alle terapie
Ma a destare preoccupazione è anche la vicenda dell’accesso alle cure perché probabilmente è quella in cui le disuguaglianze emergono con maggiore nettezza e dalla quale di traggono dati preoccupanti che ci dicono non soltanto che oltre 650 milioni di persone convivano con una malattia respiratoria cronica, ma anche che ben 4,4 milioni muoiano ogni anno: chi fuma, ad esempio, finisce per abituarsi alla tosse e impara a convivere con l’affanno, per poi arrivare dal medico arriva quando la malattia ha già fatto strada.













