Giovani a Reggio Calabria: la partecipazione civica passa dalle piazze alle istituzioni attraverso un nuovo percorso di condivisione cittadina

I giovani Forum delle idee Reggio Foto di Andrea Lo Faro

Un gruppo di giovani di Reggio Calabria ha avviato un percorso di partecipazione civica culminato con la presentazione di un documento programmatico l’11 aprile in Piazza Italia. L’iniziativa, nata attorno al progetto del Forum delle Idee 2031, ha coinvolto la cittadinanza in otto tavoli tematici dai quali sono scaturite circa diciotto proposte concrete. Le richieste spaziano dalla creazione di consulte giovanili e di un assessorato dedicato, fino a interventi strutturali per trasformare Reggio in una vera città universitaria, incentivare il lavoro, valorizzare il sistema culturale e supportare il benessere psicologico adolescenziale. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di costruire una rete territoriale solida che permetta alle nuove generazioni di scegliere di restare, trasformando le idee raccolte in un dialogo costruttivo e continuo con il tessuto sociale e amministrativo della città.

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Il risveglio della partecipazione giovanile in piazza

A Reggio Calabria sta passando un treno che perderlo sarebbe un peccato. Lo scorso 11 aprile è infatti successa una cosa che non si vedeva da tempo: un gruppo di giovani si è preso la piazza, il palcoscenico e ha chiesto di essere ascoltato.

Se dovessimo fare un paragone tra i giovani degli anni 2000 e quelli di oggi, la differenza è abbastanza evidente. C’era più rassegnazione, meno spazio, eravamo privi di strumenti e interlocutori, non avevamo neanche i mezzi per farci ascoltare. Scrivevamo lettere ai presidenti del Consiglio, della Repubblica, al sindaco e, quando (quasi sempre) non ottenevamo risposta, imbrattavamo diari, ogni tanto urlavamo nelle piazze, ma alla fine i nostri sogni rimanevano nel cassetto, insieme alla consapevolezza che occorreva fare la valigia per realizzarli. Questa generazione se ne frega delle lezioni dei baroni universitari, dei dinosauri chiusi dentro i palazzi, bussa alle porte, non si vergogna di prendere un microfono in mano, è risoluta, incazzata, preparata, stanca di sentire che l’unica prospettiva possibile sia quella di andare via.

Mi sono mischiata in questo gruppo di giovani pensando di non centrare nulla, invece c’entravo eccome. Loro hanno semplicemente allargato le braccia e mi hanno fatto spazio: tra riunioni ad orari in cui sto per mettermi a letto e post lapidari che bisticciavano con la mia prolissità. Ci è voluto un anno, ma sono riuscita a passare dal “voi” al “noi”.

Quando è arrivato il giorno della presentazione del documento alla città, io non è che ci credessi tantissimo. Abituata a eventi con poca partecipazione, alla lamentela gratuita, a quella sensazione per cui tanto alla fine non cambia niente. Quel giorno in Piazza Italia però c’era qualcosa di diverso. Un fermento, un’energia, un entusiasmo che ci eravamo rassegnati a cercare fuori dalla città. C’erano i colleghi giornalisti, persone che si avvicinavano timidamente a fare domande, c’era la bella gioventù di questa città e poi c’erano le istituzioni.

Il percorso del Forum e il lavoro di rete

Il documento che è stato presentato nasce da un percorso. Come ha spiegato Davide Latella, che questo progetto lo ha immaginato, il Forum è uno spazio di partecipazione civica che si è costruito nel tempo per permettere ai giovani di discutere dei problemi della città, ma soprattutto di provare a fare qualcosa per cambiarla.

«A settembre abbiamo organizzato la nostra iniziativa, quella che ha rappresentato un po’ il cuore del nostro percorso, che è stato appunto il Forum, in cui le persone hanno partecipato a tavoli tematici, hanno individuato una serie di proposte da portare avanti, proposte che poi noi abbiamo approfondito, perfezionato nei mesi successivi e le abbiamo racchiuse all’interno di un documento». Davide dice sempre che lui ha avuto solo l’idea e che il resto l’ha fatto la rete. In parte è vero, ma è anche vero che perché un’idea vada avanti serve qualcuno che spinga sull’acceleratore quando gli altri rallentano, che ci creda di più quando arrivano i dubbi, che non molli quando sarebbe più facile farlo. Lui è stata questa persona. E attorno a questa spinta si è formato un gruppo che nel tempo è cresciuto e si è allargato, arrivando fin qui.

Diciotto proposte tra lavoro, cultura e spazi universitari

Otto tavoli tematici, da cui sono nate circa diciotto proposte. Alcune sono molto concrete, altre più ampie, ma tutte con lo stesso fil rouge: provare a costruire una città in cui restare sia una possibilità reale, una città a misura di giovani, senza costringerli ad andare via.

Le proposte si muovono su più livelli e cercano di tenere insieme bisogni diversi. Non sono interventi isolati, ma pezzi di una visione più ampia che prova a tenere insieme partecipazione, formazione, lavoro e qualità della vita.

Si parte proprio dalla partecipazione, con l’idea di istituire consulte giovanili e un assessorato dedicato, per dare finalmente rappresentanza e continuità alle politiche per i giovani. Si passa poi al tema della formazione e della vita universitaria, con la proposta di un tavolo interistituzionale permanente per “Reggio città universitaria”, affiancato da spazi pensati per studenti e giovani, dal recupero di luoghi aggregativi e dalla volontà di restituire la città all’università e l’università alla città.

Accanto a questo c’è il lavoro, con l’idea di costruire percorsi che mettano insieme orientamento, coworking, connessioni tra competenze e imprese locali, incentivi al rientro e supporto all’autoimprenditorialità. C’è poi il tema della comunità e del racconto del territorio, con le mappe di comunità che mettono al centro i residenti e il loro modo di vivere e raccontare la città. Ancora, emerge con forza anche l’attenzione al benessere e al disagio giovanile, con la proposta di una rete di consultori adolescenziali.

Si passa da idee ambiziose, come quella relativa ad un sistema di mobilità integrato con metropolitana di superficie in tutta l’area metropolitana e trasporto pubblico nottuno efficiente, ad idee semplici come la creazione di una rete di “corridoi verde-blu” a Reggio Calabria, attraverso piantumazioni, aree permeabili, orti urbani, spazi di quartiere e percorsi ciclo-pedonali, con azioni di rinaturalizzazione e arredo urbano sostenibile.

Presentazione documento Fourm delle Idee
Presentazione alla cittadinanza del documento realizzato dal Forum delle Idee. Foto di Andrea Lo Faro

Il Forum dei Piccoli

Se i giovani sono il presente di questa città, il Forum delle idee punta decisamente al futuro, ai giovani di domani. «Dentro questo documento ci saranno anche le proposte dei bambini e della bambine di Reggio Calabria» ha raccontato Giulia Melissari. Centocinquanta bambini e bambine che sono stati protagonisti nei giorni scorsi in aula consiliare per proporre delle proposte di cambiamento.

Grazie al progetto Fuoriclasse in Movimento – Per Save the Children, i più piccoli hanno raccolto idee, bisogni e proposte concrete per il futuro di Reggio Calabria. Spazi in cui giocare, una città più pulita, più verde, più inclusiva, sono i temi che hanno scelto i bambini e le bambine di Reggio Calabria.

Idee della collettività

Qualcuno ha detto che le proposte contenute nel documento “sono già viste, che alcune cose esistono già”. Quello che però non è stato detto è che molte di queste idee esistono solo sulla carta o in forma parziale. Quello che viene chiesto è realizzarle davvero, integrarle con processi più funzionali, tenerle in piedi nel tempo.

Realizzare queste proposte richiede qualcosa di molto più complesso di investimenti economici: un cambiamento culturale e una comunità che creda davvero in questo territorio. Per farlo è necessario un percorso, che è un po’alla base del Forum delle Idee 2031. Non un evento, ma appunto un percorso, fatto di incontri, tavoli, confronto. Di proposte che sono state prima immaginate, poi discusse, poi scritte. E infine restituite alla città.

«Queste idee verranno criticate, qualcuno proverà a farle proprie, qualcun altro a ridimensionarle». È stato detto anche questo. Queste idee sono della collettività e, se verranno realizzate, sarà un successo per tutta la città. Non a caso, all’interno delle proposte emergono con forza parole come partecipazione, comunità, cultura.

L’accoglienza della città e le prospettive

Dopo l’11 aprile, qualcosa si è mosso. Lo racconta ancora Davide: «Non ci aspettavamo una partecipazione così non solo numerosa, ma affezionata, partecipata, entusiasta di quello che avevamo scritto, di come lo stavamo presentando e del percorso che stiamo conducendo. Ci siamo sentiti abbracciati dalla città. I nostri telefoni squillano da giorni. È gente che ci contatta esprimendo la propria adesione, il proprio supporto. Sento la città molto vicina a quello che stiamo facendo, forse perché hanno compreso la nostra autenticità, la nostra passione, il nostro legame col territorio.

Noi vogliamo essere casa per tutti quelli che si sentono senza voce. Per tutti quelli che vogliono contribuire allo sviluppo del territorio. Lo facciamo con il nostro stile, partecipato, leggero.

È uno spazio di tutti e di tutte. Non chiudiamo le porte a nessuno e crediamo davvero che si possa cambiare la città, purché lo si faccia collettivamente, tenendo conto delle esigenze di tutti, soprattutto di chi è rimasto più indietro».

C’è da dire che tutto questo è avvenuto in piena campagna elettorale. Giovani e meno giovani del Forum delle Idee non sono candidati, l’organizzazione non ha fini di lucro, è apartitica: auspicano solo di lavorare per il bene comune di questa città. Sono saliti su questo treno, come un sacco di noci che fa tanto rumore, un treno cittadino, guidato dalla collettività. Un treno urbano, aperto a tutte le persone interessate alla crescita di questa città. Non è il solito treno diretto al nord, ma uno che prova a restare e a costruire.
Se, una volta finita la campagna elettorale, le stesse persone che oggi erano sedute in prima fila decidessero di non salirci, sarebbe davvero un peccato.

Puoi partecipare gratuitamente qui.

Una risposta

  1. Vorrei dettagli di questo progetto sarei seriamente interessata per mia figlia che frequenta l’accademia di Belle Arti di Reggio Calabria

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