Un evento attesissimo che si preannuncia come una vera Gmg anticipata: dal 28 luglio al 3 agosto, oltre un milione di giovani si raduneranno a Roma per il Giubileo dei Giovani. Tra loro ci saranno anche più di 400 tra ragazzi ed educatori della diocesi di Reggio Calabria-Bova, uno dei gruppi più numerosi d’Italia.
In marcia verso Roma, domani il Mandato del pellegrino del vescovo Morrone
Sono oltre 400 i giovani della diocesi di Reggio Calabria-Bova pronti a partire per Roma, dove dal 28 luglio al 3 agosto parteciperanno al Giubileo dei Giovani.

Un appuntamento straordinario che segna il proseguimento di un cammino iniziato alla Giornata mondiale della gioventù di Lisbona, e condiviso da parrocchie, movimenti e associazioni.
PER APPROFONDIRE: Giubileo dei giovani, da Reggio a Roma con il cuore acceso
La partenza sarà preceduta, domani 25 luglio, dal Mandato del pellegrino. L’appuntamento su iniziativa del Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Reggio Calabria-Bova, è alle 19 in piazza Duomo a Reggio Calabria. Dopo un momento di accoglienza, il gruppo si muoverà in cammino verso piazza Italia, dove l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Fortunato Morrone affiderà ai giovani il mandato ufficiale, incoraggiandoli a vivere il pellegrinaggio come autentica esperienza di fede, comunione e testimonianza. Un invito esteso a tutti i giovani della diocesi, anche a coloro che non partiranno per Roma, per condividere un momento di festa, preghiera e amicizia. Un’occasione per sentirsi parte viva della Chiesa e mettersi in cammino con cuore aperto verso il Giubileo.
Emozioni e gioia della vigilia, parla l’animatrice Giovanna La Face
Giovanna La Face, animatrice della Gioventù Francescana della parrocchia di San Luca Evangelista, ci racconta le emozioni della vigilia di questo grande appuntamento che vedrà coinvolti oltre 400 persone tra giovani e educatori della diocesi di Reggio Calabria – Bova.
Come avete preparato i giovani a vivere questo momento?
I ragazzi si sono preparati, insieme a noi animatori, durante lo scorso anno fraterno, seguendo il percorso nazionale e le linee guida della gioventù francescana, incentrate proprio sulle tematiche del Giubileo: speranza, riconciliazione, perdono e, per concludere l’anno, la riflessione sulla Porta Santa. In questa fase estiva, la preparazione è proseguita con gli incontri di preghiera che, per il nostro gruppo francescano, si tengono ogni giovedì sera in parrocchia.

C’è grande emozione tra i ragazzi all’idea di vivere un momento così importante: per tutti loro sarà il primo evento di questa portata. Accanto all’entusiasmo, emerge anche un po’ di timore, soprattutto legato agli aspetti logistici, come la scomodità dell’alloggio. Per questo, stiamo cercando di prepararli anche da questo punto di vista, invitandoli a portare con sé solo l’essenziale, in pieno spirito francescano, e a spogliarsi del superfluo. L’obiettivo è vivere pienamente questa esperienza, sia spiritualmente che praticamente, riscoprendo l’essenzialità e lasciando da parte ciò che appesantisce il cammino. Le parole chiave, sul piano pratico, sono: scarpe comode, cappellino, abiti chiari e tanta acqua, per affrontare il caldo e i piccoli disagi tipici di esperienze così intense, che richiedono anche un’attenta preparazione organizzativa.
C’è un momento particolare che pensate sarà speciale o significativo per i ragazzi da vivere insieme a Roma
Per noi sarà particolarmente importante la partecipazione alla veglia di preghiera con papa Leone XIV, anche perché il 2 agosto è una data molto significativa per il mondo francescano: si celebra infatti il Perdono di Assisi. Tradizionalmente, nel periodo estivo – spesso in concomitanza con la Gmg – vengono organizzate in tutta Italia le marce francescane, cammini di discernimento vocazionale che culminano proprio ad Assisi con la festa del Perdono, permettendo ai giovani di ricevere l’indulgenza plenaria della Porziuncola.
Quest’anno sarà ancora più speciale: tutte le marce francescane convergeranno a Roma per vivere il Giubileo dei Giovani, rendendo ancora più intensa e simbolica questa esperienza. Durante la nostra permanenza nella capitale, oltre a partecipare alle attività proposte dalla pastorale giovanile nazionale – ricche e significative – speriamo di ritagliarci un piccolo spazio per ripercorrere idealmente i passi di san Francesco, visitando alcune chiese a lui care e incontrando le figure romane che furono per lui emblematiche, anche nel momento della morte. Sarà per noi un modo per immergerci nel carisma francescano e rafforzare il senso profondo di questo pellegrinaggio.
Quali frutti sperate possano nascere nei giovani dopo l’esperienza giubilare?
Speriamo che questa esperienza giubilare possa riaccendere nei ragazzi il desiderio di vivere Gesù ogni giorno, in ogni aspetto della loro quotidianità. Spesso, ascoltandoli, emerge una difficoltà concreta: portare Gesù in classe, tra i compagni, nella vita di tutti i giorni. La fede cristiana, oggi, viene talvolta percepita come una favola o qualcosa di lontano dalla realtà, quando non addirittura come qualcosa di inutile o incompatibile con la vita concreta.

I ragazzi si trovano così, anche in giovane età, a scontrarsi con un muro di disillusione e talvolta persino di ostilità verso chi crede. Per questo, come animatori, ci auguriamo che lo spirito di Cristo possa realmente entrare nei loro cuori e che questa rinnovata speranza li sostenga nell’affrontare con coraggio e autenticità la vita quotidiana. Il nostro desiderio più profondo è che riescano a portare Cristo nelle loro famiglie e nel mondo, come già sentono dentro, con entusiasmo e determinazione.
… e in voi educatori, che cosa vi aspettate di ricevere o imparare da questa esperienza?
Noi educatori ci aspettiamo di entrare ancora più in relazione profonda con i ragazzi. La condivisione di momenti come questo accresce in noi la consapevolezza del valore del nostro ruolo, ma anche ci permette di guardarli con occhi nuovi, accompagnandoli nella crescita personale e spirituale. Vivere insieme tappe così significative crea legami di fiducia che durano nel tempo, anche quando l’esperienza dell’animazione fraterna si conclude.

Speriamo anche noi di tornare da Roma rinnovati, liberati da ciò che è superfluo nelle nostre vite, per fare un vero ritorno alle radici della nostra fede. Come francescani secolari, desideriamo lasciarci toccare da un Vangelo che ogni giorno si rinnova nella nostra esistenza, per poterlo testimoniare concretamente nel mondo. Vogliamo essere semi di speranza in una società in cui la speranza spesso sembra fuori posto o addirittura impossibile da vivere. Eppure crediamo che la gioia evangelica sia ancora possibile: vogliamo portarla, con semplicità, là dove sembra mancare.
Articoli correlati:
Reggio Calabria, l’esortazione di Morrone ai giovani della zona Gallico-Catona: «Gareggiate nello stimarvi a vicenda»
Giornata diocesana dei giovani: il 15 dicembre al Seminario Pio XI, prima tappa verso il Giubileo
Reggio Calabria ha celebrato la Giornata diocesana dei giovani
Giubileo dei giovani, da Reggio a Roma con il cuore acceso






