La composizione della nuova Giunta comunale è un puzzle complicato per Giuseppe Falcomatà. Non si tratta, soltanto, di discernere bene le scelte – specialmente per gli esterni – ma anche di equilibrare col bilancino politico, pesi e contrappesi dei risultati elettorali.
Il caso-Miramare. A questo solito rituale della politica si aggiunge un’altra variabile: il 29 ottobre, infatti, è fissata la nuova udienza rispetto al caso–Miramare. Falcomatà, Muraca, Neri, Marino e Zimbalatti, in caso di condanna – inferiore ai 24 mesi – rischiano la sospensione per un anno e mezzo dalla carica pubblica per effetto della legge Severino. I ben informati, quindi, credono che Falcomatà varerà una prima Giunta «a scadenza», proprio per superare l’ostacolo della sospensione. Un’amministrazione a tappe che, in attesa del secondo grado di giudizio, potrebbe prevedere un rimpasto “calcolato”. Per questo, tanti degli uscenti potrebbero trovare casa alla Città metropolitana. Tenendo presente la spada di Damocle del 29 ottobre, il sindaco dovrà accelerare i tempi. Superati gli adempimenti di rito nella settimana appena conclusa, l’obiettivo di Falcomatà è di dettare il ritmo in modo serrato. La presentazione della Giunta e la convocazione del primo Consiglio comunale (con l’urgenza di approvare il bilancio previsionale) non dovrebbe attardarsi. Il primo cittadino ha detto che si prenderà più tempo rispetto al 2014, quando sciolse le riserve in una settimana. Plausibile che entro sabato 17 ottobre si possa giungere all’ufficialità. Rispetto alla Città metropolitana, il sindaco del capoluogo ha sessanta giorni per convocare l’elezione di secondo livello per i consiglieri. La corsa contro il tempo vedrebbe Falcomatà intenzionato a dimezzare i tempi e giungere a questo appuntamento entro fine mese.













