«Il teatro è il luogo in cui viviamo più vite, il tempo in cui possiamo essere altri, la finzione che non cela bugie, ma verità nascoste che molto spesso si hanno paura ad accettare» Chiara Calabrò (1A)
L’8 giugno, presso il Circolo Tennis “Rocco Polimeni”, il Laboratorio Teatrale del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ha presentato sul palcoscenico “Woman”. Rappresentazione dolce e drammatica del rapporto tra donna e società. Una “classica” Cenerentola compie un viaggio nelle più differenti forme di ciò che chiamiamo “arte”, comprendendo non solo la forza dell’amore, ma soprattutto la forza della propria libertà.

«La rappresentazione di quest’anno offre davvero molti spunti di riflessione. Basti pensare al percorso di formazione del principe Azzurro, che viaggia attraverso il tempo e vari contesti letterari e storici […]. Fino alla cruda realtà dei nostri giorni e impara finalmente che l’amore è cura, non possesso» spiega Antonino Morena di 2A. La figura della donna ha assunto un ruolo assolutamente centrale, non più come una figura totalmente passiva, idealizzata, ma protagonista e artefice del proprio destino.
«Lo spettacolo per me ha significato dare voce a noi donne e dimostrare quanto sappiamo essere combattive e indipendenti». suggerisce invece Ilenia Cannizzaro (4L). Uno spettacolo in cui la recitazione, la danza e la musica, hanno concretizzato i «sogni ad occhi aperti» della Prof.ssa Mila Lucisano e del Prof. Carmelo Cutrupi. L’anima e il cuore pulsante del Laboratorio che quest’anno compie dieci anni. Straordinario il nostro Luca Lacava, ex alunno del Liceo che con grande dedizione e cura arricchisce lo spettacolo con le coreografie. E il laboratorio di Arte per le splendide scenografie. Ovviamente senza il contributo della fantastica band del liceo non avremmo vissuto la stessa magia. Grazie alle esecuzioni impeccabili da Rosa Balistreri agli Abba.
«Il teatro è vestire i panni degli altri. Spogliarsi di sé stessi, delle proprie certezze, dei propri egoismi guardando la realtà da un altro punto di vista. Sperimentare la vostra gamma di sentimenti umani. Mi aiuta ad essere più comprensiva nei confronti del prossimo. A parlare un’unica lingua universale, quella dell’arte e dei sentimenti eterni» dice Giulia Apa (1A).
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E dalle parole degli alunni riesce a trasparire quel senso di unione che contraddistingue questo bellissimo gruppo. «L’aspetto che più mi ha colpito è stato il significato dato a questo laboratorio. L’accoglienza, la famiglia e la gioia nel cantare e ballare tutti insieme sono stati fondamentali per poter vivere al meglio un’esperienza unica e indimenticabile.”, afferma Domenico Pardo (4A). La cura nel dettaglio e lo stare insieme sono ciò che abbiamo più a cuore. In un cammino di crescita, amicizia e voglia di stupire sempre con novità di anno in anno».
a cura di Demetrio Latella 4A e Arianna Monaca 4F













