Avvenire di Calabria

Il Pontefice si è recato questa mattina nella città del Poverello d'Assisi dove è stato accolto dall'abbraccio di oltre 500 poveri di tutta Europa

Il Papa ad Assisi per la Giornata dei Poveri

Il monito: «Se non impariamo a incontrarci, andiamo verso una fine molto triste»

di Redazione web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La Giornata mondiale dei poveri compie cinque anni. Si celebrerà domenica prossima, 14 novembre, con una serie di iniziative che si terranno in tutte le diocesi italiane e del mondo.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


La giornata è stata voluta, cinque anni fa, da papa Francesco per sollecitare la Chiesa e i fedeli a «uscire» per incontrare la povertà nelle varie accezioni in cui si manifestano nel mondo moderno e tendere la mano a chi è più bisongoso.

«I poveri li avete sempre con voi» è il motto non a caso scelto quest'anno per promuovere la giornata, preso in prestito dal Vangelo di Marco (14,7).

In vista della giornata mondiale dei poveri, il Santo Padre si è recato questa mattina, in visita privata, ad Assisi, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui Francesco è stato accolto dall'abbraccio di circa 550 poveri provenienti da diverse parti d'Europa, per trascorrere con loro un momento di preghiera.

E proprio da alcuni poveri sono stati consegnati simbolicamente a Papa Francesco il mantello e il bastone del Pellegrino, a indicare che tutti sono venuti pellegrini nei luoghi di San Francesco per ascoltare la sua parola. Sceso dall’auto, il Papa ha percorso a piedi, indugiando a lungo, il viale che conduce alla Porziuncola.

Bergolio si è intrattenuto soprattutto sui bambini, che dai lati delle transenne lo hanno salutato con le bandierine bianche e gialle e gli striscioni colorati. In basilica, poi, la testimonianza di sei poveri – due francesi, un polacco, uno spagnolo, due italiani, prima del discorso del Santo Padre.

Giornata Mondiale dei Poveri, dai Fioretti esempi da imitare

«Sono io l'invitato nella città di San Francesco. Un'idea che è nata da voi e cresciuta e siamo arrivati alla quinta edizione». Ha esordito il Pontefice rivolgendosi ai presenti e spiegando l'importanza della Giornata Mondiale dei Poveri. «Assisi - ha aggiunto - non è una città come le altre. Porta impresso il volto di San Francesco, esempi di una vita vissuta in semplicità».

Dai Fioretti di San Francesco, il Papa ricorda un aneddoto simbolico che ben rappresenta il dono della carità. «Francesco e Masseo si erano messi in viaggio per raggiungere la Francia, ma non avevano portato con sé provviste. A un certo punto dovettero cominciare a chiedere la carità. Francesco andò da una parte e fra Masseo da un’altra. Ma, come raccontano i Fioretti, Francesco era piccolo di statura e chi non lo conosceva lo riteneva un “barbone”; invece fra Masseo “era un uomo grande e bello”. Fu così che San Francesco riuscì a stento a raccogliere qualche pezzo di pane raffermo e duro, mentre fra Masseo raccolse dei bei pezzi di pane buono».

«Quando i due si ritrovarono si sedettero per terra e su una pietra misero quanto avevano raccolto. Vedendo i pezzi di pane raccolti dal frate, Francesco disse: Fra Masseo, noi non siamo degni di questo grande tesoro. Il frate, meravigliato, rispose: Padre Francesco, come si può parlare di tesoro dove c’è così tanta povertà e mancano anche le cose necessarie?. Francesco rispose: È proprio questo che io reputo un gran tesoro, perché non c’è nulla, ma quello che abbiamo è donato dalla Provvidenza che ci ha dato questo pane». L'insegnamento che ci dà San Francesco - ha detto il Papa - è «saperci accontentare di quel poco che abbiamo e dividerlo con gli altri».

«I poveri non sono un impiccio, sono risorsa: restituiamo loro dignità»

Papa Francesco ha poi chiesto che «ai poveri sia restituita la parola, perché per troppo tempo le loro richieste sono rimaste inascoltate. È tempo che si aprano gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono. È tempo di rimboccarsi le maniche per restituire - ha aggiunto - dignità creando posti di lavoro». I poveri non sono un fastidio, ha lascito intendere il Papa: «A volte si sente dire che i responsabili della povertà sono i poveri! Pur di non compiere un serio esame di coscienza sui propri atti, sull’ingiustizia di alcune leggi e provvedimenti economici, sull’ipocrisia di chi vuole arricchirsi a dismisura, si getta la colpa sulle spalle dei più deboli», le sue parole.


PER APPROFONDIRE: Giornata mondiale dei Poveri, le iniziative previste a Reggio Calabria


Poi il duro monito contro la violenza sui più piccoli: «È tempo - ha aggiunto Bergoglio - che si torni a scandalizzarsi davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta di violenza. È tempo che cessino le violenze sulle donne e queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio. È tempo che si spezzi il cerchio dell'indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell'incontro e del dialogo. È tempo dell'incontro: se non torniamo ad incontrarci andremo incontro ad una fine molto triste».

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.