Il primo luglio debutterà lo scontrino digitale

Novità in arrivo in due tappe ed agevolazioni fiscali per i commercianti che dovranno mettersi in regola

Lo scontrino fiscale cambia veste. Almeno per i grandi operatori. Dopo la fattura elettronica (che tanti grattacapi ha creato, e sta ancora creando, nella fase di “rodaggio”) arriva lo scontrino elettronico, destinato a mandare in soffitta il vecchio tagliando cartaceo necessario a comprovare gli acquisti.
È una piccola rivoluzione che scatta dopo 36 anni: quando arrivò lo scontrino di carta correva l’anno 1983, ministro delle Finanze il socialista Franco Reviglio, e anche allora avvenne il 1° luglio.La novità è stata introdotta con il decreto fiscale collegato all’ultima manovra.
E sarà in due tappe: il cambiamento riguarderà inizialmente, a partire dal 1° luglio 2019, solo gli esercizi commerciali con un fatturato superiore ai 400mila euro (sono calcolati in 261mila unità); scatterà poi per tutti i commercianti in Italia dal 1° gennaio 2020, anche i più piccoli.
Per favorire l’obbligo, per i commercianti è stato previsto anche uno sconto fiscale pari al 50% del costo per l’acquisto dei nuovi registratori di cassa in grado di memorizzare e trasmettere per via telematica i dati degli scontrini.
Almeno per i primi tempi, comunque, i consumatori continueranno a ricevere il tradizionale tagliando cartaceo, in attesa di “prendere confidenza” anche loro con la nuova era. Per favorire la quale è stata introdotta anche la “lotteria dei corrispettivi”: appunto grazie ai nuovi apparecchi, dovrebbe partire dal 2020, con l’avvio generalizzato dello scontrino elettronico, e vi potranno partecipare i consumatori, che per farlo dovranno fornire il proprio codice fiscale.I vantaggi sono ovviamente soprattutto per l’amministrazione finanziaria, che si troverà così a disporre di un nuovo formidabile strumento anti-evasione: tutti gli incassi della giornata, infatti, verranno inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate. In questo modo si potranno confrontare all’istante le uscite (le vendite), l’Iva incassata e quella pagata per il magazzino.
Per i clienti, la versione digitale dello scontrino elettronico varrà come garanzia sui prodotti acquistati e – nel caso – per agevolare la conservazione in vista della futura presentazione in dichiarazione dei redditi, per l’accesso alle detrazioni fiscali.
Gli operatori non si dicono pronti, però. Confcommercio teme il caos, «in considerazione del ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi e delle possibili difficoltà operative connesse alle problematiche tecniche che le imprese si troveranno ad affrontare nell’adeguamento del parco macchine esistente». Per questo motivo il presidente dell’associazione, Carlo Sangalli, ha chiesto con una lettera al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, di rinviare al 1° gennaio 2020 per tutti l’entrata in vigore. Dal ministero di via XX Settembre, tuttavia, non è arrivata risposta: i nuovi registratori di cassa dovranno essere posizionati entro due mesi.
A mancare all’appello sono due decreti ministeriali: uno del Tesoro, che deve indicare le categorie economiche escluse, come avviene già adesso per gli scontrini fiscali; e il secondo, congiuntamente del Tesoro e dello Sviluppo economico, per individuare le zone del Paese dove non c’è sufficiente connessione internet (e dove, pertanto, si continuerà con lo scontrino cartaceo).Il costo medio del dispositivo dovrebbe oscillare attorno agli 800 euro, se lo si acquista nuovo. L’adattamento di quelli già in uso, invece, costerà circa 150 euro.
Per chi invece non può o non vuole comprare un nuovo registratore, c’è anche la possibilità di mantenere il vecchio apparato analogico, adattandolo con uno specifico software per il collegamento alle Entrate (in questo caso spetta un bonus soltanto di 50 euro).

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