Il professore reggino che insegnò a Napoli, la storia di Luigi Miraglia

Reggio Calabria

Ai Overview: Nato a Reggio Calabria nel 1846, Luigi Miraglia è stato un giurista, docente e politico italiano che ha ricoperto il ruolo di sindaco di Napoli dal 1901 fino alla sua morte, avvenuta il 23 settembre 1903. Il suo mandato si inserì in un contesto amministrativo e sociale particolarmente delicato, immediatamente successivo allo scioglimento del comune partenopeo in seguito all’inchiesta Saredo, che aveva svelato estese reti di corruzione e infiltrazioni camorristiche nella gestione pubblica. Parallelamente all’impegno istituzionale, Miraglia portò avanti una solida carriera accademica: insegnò filosofia del diritto presso l’Università di Napoli, ricoprendo anche le cariche di preside e rettore. I suoi studi di matrice hegeliana, orientati a mantenere saldo il legame tra diritto e morale, superarono i confini nazionali, ottenendo traduzioni e recensioni all’interno del circuito universitario statunitense.

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Gli incarichi istituzionali e accademici

Reggio Calabria ha regalato al mondo personalità di grande spessore che anno ricoperto incarichi importanti ovunque, in Italia e all’estero, e tra questi non si può non annoverare anche Luigi Miraglia che viene ricordato, tra l’altro, non soltanto per la sua elezione a Senatore del Regno nel 1900, ma anche per essere diventato sindaco di Napoli nel 1901, ruolo che accettò nonostante il comune fosse stato trovato da uno scandalo e che mantenne sino al giorno della sua morte avvenuta il 23 settembre 1903, esattamente centoventitré anni fa. Conosceva già abbastanza bene la realtà locale perché dal 1878 insegnava filosofia del diritto nell’ateneo cittadino, fino a diventarne preside nel 1884 e rettore dal 1895.

L’inchiesta Saredo e lo scioglimento del comune

Ma facciamo un passo indietro e inquadriamo la vicenda che si rivelerà essere un delle pagine più controverse storia amministrativa napoletana quando dall’inchiesta condotta dal magistrato Giuseppe Saredo venne fuori un municipio in cui non soltanto gli appalti e le assunzioni ma anche i giornali si intrecciavano con gli interessi della camorra, al punto da poter distinguere la camorra dei vicoli da quella degli uffici e dei salotti. L’inchiesta portò allo scioglimento del comune e all’arrivo di Miraglia che rimase in carica ventidue mesi, non abbastanza per vedere la legge speciale per il risorgimento economico di Napoli, approvata l’8 luglio 1904, meno di un anno dopo i suoi funerali.

Il pensiero hegeliano e l’impatto negli Stati Uniti

Ad ogni modo, il suo interesse più grade, che fu alla base della sua professione, fu la filosofia e, in quegli anni caratterizzati dal positivismo e da alcune teorie che pretendevano di prevedere e studiare la criminalità persino nella forma di un cranio, Miraglia si occupò del pensiero di Hegel e della dottrina etico-giuridica hegeliana cui dedicò il volume del 1873 nella convinzione che il diritto dovesse restare legato alla filosofia morale. La sua Filosofia del diritto, invece, giunse alla terza edizione nel 1903, proprio l’anno della morte, e nove anni più tardi, a Boston, ne uscì la traduzione inglese, Comparative Legal Philosophy, mentre nel 1914 la recensì anche l’American Journal of Sociology, a testimonianza di un giurista italiano entrato nelle biblioteche e nelle facoltà americane.

Le origini reggine e il segno nella toponomastica napoletana

Miraglia, tuttavia, non era Napoletano di origine perché nacque a Reggio Calabria il 31 maggio 1846, in una città che il terremoto avrebbe devastato nel 1908, cinque anni dopo la sua morte. La sua vita, tuttavia, ci dice molto sul livello eccellente della classe dirigente meridionale di allora, chiamata a riformare istituzioni fragili all’interno di contesti sociali difficili e talvolta ambigui ove non era facile ritagliarsi spazi e al contempo affrontare le resistenze fisiologiche che accompagnano ogni riforma. Oggi il suo nome resta legato a una piazza di via dei Tribunali, davanti agli ingressi dell’ospedale e per molti napoletani piazza Miraglia significa soprattutto pronto soccorso, mentre del sindaco che accettò un incarico quasi impossibile si ricordano in pochi.

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