Ai Overview: A 155 anni dalla sua nascita, la figura di Grazia Deledda è al centro di una serie di iniziative nel Regno Unito, culminanti con una proiezione a Londra e un convegno internazionale ospitato dall’Università di Cambridge. L’anniversario si lega al centenario del suo Premio Nobel per la Letteratura, un riconoscimento le cui tempistiche di assegnazione formale risalgono al 1927 ma relative all’anno precedente. Il percorso della scrittrice sarda viene ricostruito attraverso le tappe della sua carriera, dalle prime indagini di natura etnografica tra le popolazioni del Nuorese, fino al trasferimento a Roma, al supporto editoriale del marito Palmiro Madesani e ai primi adattamenti cinematografici della sua opera.
Le celebrazioni nel Regno Unito
A 155 anni dalla nascita a Nuoro, Grazia Deledda viene festeggiata oggi, 27 settembre, in un cinema di Regent Street, a Londra, con una proiezione speciale. L’appuntamento arriva subito dopo le due giornate del convegno internazionale Grazia Deledda’s Waves, ospitato dal Murray Edwards College di Cambridge il 25 e il 26 settembre.
Il Nobel e la lunga serie di candidature
Il centenario del Nobel, festeggiato per tutto il 2026, ha però una data ballerina. Il premio porta l’anno 1926, eppure quell’anno l’Accademia svedese non lo assegnò. Deledda entrò fra i candidati nel 1927: l’annuncio arrivò il 10 novembre, la consegna a Stoccolma il 10 dicembre. Alle spalle aveva quattordici anni di candidature finite nel nulla, a partire dalla prima, nel 1913. Al ricevimento della colonia italiana, un sacerdote torinese la elogiò «come scrittrice e rappresentante della cultura italiana, come sposa, madre e massaia, nonché eccellente ortolana, esperta in carciofi e lattughe».
Gli esordi e la ricerca etnografica
Ma chi era Grazia Deledda prima dei ricevimenti e delle medaglie? A ventidue anni lavorava sul campo quasi come un’etnografa. Il 20 febbraio 1894 scrisse ad Angelo De Gubernatis di avere finito il libro sulle tradizioni popolari di Nuoro. Era entrata negli ovili e nelle case più povere e confessava: «ho detto bugie, mi son finta malata per sapere le medicine popolari».
Negli stessi anni spediva versi e racconti alle riviste e si presentava ai concorsi letterari. Bocciata, sempre. Aveva anche naso per la cronaca. Dopo il divorzio uscì a puntate sulla «Rassegna Nazionale» nell’autunno del 1901, pochi mesi dopo il progetto di legge sul divorzio presentato dai deputati socialisti Bernini e Borciani. Per l’edizione americana del 1905, invece, il finale aperto si trasformò in un lieto fine.
Il trasferimento a Roma, il marito agente e il cinema
Poi Roma, dal 1900, e Palmiro Madesani, il marito che lasciò l’impiego al ministero delle Finanze per farle da agente, ben consapevole del valore della moglie. A Pirandello la faccenda parve materia da romanzo e scrisse il volume “Suo marito”.
Anche il cinema arrivò presto e nel 1916 Eleonora Duse girò il suo unico film, Cenere, tratto dal romanzo di Deledda. Per risparmiare, la torinese Ambrosio fece girare gli esterni sardi tra Ala di Stura e Balme nelle vicine Valli di Lanzo. Oggi la Regione Sardegna ha portato 1.566 volumi di sei titoli della scrittrice in 133 scuole superiori dell’isola.
E il centenario vero? Quello della cerimonia cade il 10 dicembre 2027. Resta più di un anno per leggerla senza fretta.













