Una riflessione più ampia e strutturata sulle politiche locali sarebbe auspicabile: per favorire un’integrazione reale, migliorare le condizioni di lavoro e abitazione, e assicurare percorsi chiari e trasparenti di regolarizzazione e protezione
Negli ultimi anni la presenza di immigrati nella regione Calabria è cresciuta in modo costante. Al 31 dicembre 2023, gli stranieri residenti in Calabria erano 102.408, con un incremento di oltre 5.000 rispetto al 2022. All’interno della Calabria, la provincia di Reggio Calabria resta una delle aree con maggiore concentrazione di cittadini stranieri: secondo i dati più recenti, nella città di Reggio vive una comunità straniera di circa 11.734 persone al 1° gennaio 2024, pari al 6,9 % della popolazione residente. Le nazionalità più rappresentate tra gli stranieri a Reggio Calabria includono comunità rumene, marocchine e filippine.
Dal punto di vista demografico, in tutta la Calabria le fasce d’età più numerose tra gli stranieri sono quelle comprese tra i 30 e 39 anni (21,04 %) e tra i 40 e 49 anni (19,94 %); i minori sotto i 18 anni sono circa 18.486 (19,05 % del totale degli stranieri), e gli over 65 sono 4.735 (4,88 %).

Questi numeri mostrano una realtà non marginale: gli immigrati contribuiscono in modo significativo alla popolazione regionale, rappresentando un’importante componente sociale e demografica. In una regione che, complessivamente, soffre il calo della popolazione residente — la Calabria ha registrato una diminuzione di 8.042 persone nel 2023 rispetto all’anno precedente – la presenza straniera assume un rilievo ancora maggiore, perchè contribuisce a mitigare, almeno in parte, il declino demografico.
Tuttavia, la condizione degli immigrati a Reggio Calabria non è priva di fragilità e problemi concreti. Molti stranieri, specialmente quelli impiegati come lavoratori domestici o badanti — spesso donne — si trovano in rapporti di lavoro informale, senza contratto e senza tutele: una situazione che rende vulnerabile la loro stabilità lavorativa e abitativa, limita l’accesso ai diritti fondamentali e mette a rischio la regolarità del loro soggiorno.
Spesso, il rinnovo del permesso di soggiorno — condizione essenziale per la permanenza legale — dipende proprio da un’attività lavorativa dichiarata e regolare, o da una situazione familiare stabile. In assenza di queste condizioni, molte persone rischiano di trovarsi in una condizione di precarietà giuridica, senza protezioni né certezze.
In questo contesto, il Centro di Ascolto Mons. Scalabrini assume un ruolo fondamentale come punto di riferimento per molti immigrati. Il suo Ufficio legale offre un’assistenza specializzata nelle pratiche di soggiorno: per ricorsi contro rigetti da parte della Questura, per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno, nonché per casi particolari come il permesso di soggiorno per assistenza minori (ai sensi dell’art. 31 del D.lgs. 286/98) presso il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria. In questo modo, il Centro aiuta famiglie straniere, spesso fragili, a mantenere la protezione legale necessaria per vivere e lavorare in condizioni dignitose.
Inoltre, il Centro si impegna — anche tramite consulenza legale e orientamento — a tutelare i diritti dei lavoratori stranieri, con particolare attenzione a quelli impiegati come badanti o collaboratrici domestiche irregolari, cercando di far emergere situazioni di sfruttamento e promuovendo la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Questo tipo di intervento legale è spesso l’unica speranza per chi non conosce le procedure, la lingua o non ha mezzi economici per affrontare da solo le pratiche burocratiche e di ricorso.
Nonostante questi sforzi, la condizione degli immigrati a Reggio Calabria resta complessa: l’integrazione sociale e lavorativa è ancora parziale, le opportunità spesso limitate, e la vulnerabilità giuridica può trasformarsi in esclusione sociale.
PER APPROFONDIRE: Reggio Calabria, ecco che Natale sarà
Alla luce dei dati demografici e delle difficoltà vissute da molti immigrati — lavoratori precari, famiglie con minori, persone in attesa di permesso di soggiorno — risulta evidente che il ruolo del Centro di Ascolto Mons. Scalabrini non è solo utile, ma fondamentale per garantire un minimo di tutela, stabilità e dignità a chi quotidianamente lavora e vive in questa terra.
Per questi motivi, una riflessione più ampia e strutturata sulle politiche locali sarebbe auspicabile: per favorire un’integrazione reale, migliorare le condizioni di lavoro e abitazione, e assicurare percorsi chiari e trasparenti di regolarizzazione e protezione per gli immigrati.













