Ai Overview: Il 25 settembre si celebra la Giornata mondiale del farmacista, evento conclusivo della Settimana mondiale della farmacia istituita per ricordare la fondazione, nel 1912, della Federazione farmaceutica internazionale. L’edizione del 2026 si concentra sul potenziamento della professione per far fronte alle nuove sfide sanitarie legate all’invecchiamento demografico e all’aumento delle patologie croniche. In Italia, l’appuntamento fa da sfondo alla recente stabilizzazione della “farmacia dei servizi” nel Servizio sanitario nazionale, prevista dalla legge di Bilancio 2026, che consolida il ruolo delle farmacie come presìdi di prossimità sul territorio. Questa funzione è stata richiamata anche dall’Ufficio Cei per la pastorale della salute, con un focus specifico sulle realtà rurali. A margine delle celebrazioni, le associazioni di categoria segnalano però una costante flessione delle iscrizioni ai corsi di laurea in Farmacia, sollevando la questione del futuro ricambio generazionale.
Le origini della ricorrenza e il ruolo sul territorio
La Settimana mondiale della farmacia giunge oggi a conclusione con la celebrazione della Giornata mondiale del farmacista, come accade del resto il 25 settembre di ogni anno, a memoria della nascita nel lontano 1912 della Federazione farmaceutica internazionale (Fip), che nel 2009, durante il congresso di Istanbul, ha deciso di trasformare quell’anniversario in una ricorrenza dedicata all’intera professione. L’obiettivo, da allora, è rimasto lo stesso, ovvero raccontare che cosa fanno i farmacisti per la salute delle persone e chiedere ai governi di riconoscerne il ruolo, non semplicemente rispetto alla dispensazione dei farmaci, quanto piuttosto anche alla consulenze che offrono quotidianamente, alla partecipazione a campagne di educazione sanitaria, all’attuazione di terapie e percorsi di cura, per finir con l’esecuzione di vaccinazioni e screening: questo perché, soprattutto nei piccoli centri, la farmacia diviene vero e proprio presidio sanitario di prossimità e primo punto di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario.
Il tema di quest’anno e le novità della legge di Bilancio
Il tema scelto per il 2026 è «Rafforzare i farmacisti per futuri più sani» che significa non solo metterli nelle condizioni di esercitare fino in fondo il proprio mestiere, ma anche investire sulle loro competenze affinché possano affrontare correttamente i nuovi problemi della salute, perché «investire nei farmacisti significa investire in un futuro più sano per tutti». E la Fip, che riunisce oltre 5,5 milioni tra farmacisti, scienziati ed educatori, ha pensato bene di legare il tema di quest’anno a quattro grandi trasformazioni che incidono sulla sanità e la trasformano, ovvero l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle malattie croniche, il digitale e il clima. Tra gli scopi dichiarati vi sono la prevenzione e l’accesso alle cure, che si accompagnano alla tenuta e alla sostenibilità dei sistemi sanitari. In Italia, intanto, un passo è stato compiuto con la legge di Bilancio 2026, grazie alla quale la farmacia dei servizi ha concluso la fase sperimentale ed è entrata stabilmente nel Servizio sanitario nazionale, con 50 milioni di euro l’anno vincolati.
Il messaggio della Cei sulle farmacie rurali
Nel messaggio diffuso per la giornata, l’Ufficio Cei per la pastorale della salute ha richiamato in particolare il ruolo delle farmacie rurali, soprattutto in quei territori in cui la popolazione invecchia e i presìdi sanitari diminuiscono, al punto che il farmacista viene descritto come parte di «una vera comunità sanante che nella sua natura ha la vicinanza al prossimo».
La questione universitaria e il ricambio generazionale
Ma c’è un problema serio che deve essere affrontato, sia dal punto di vista accademico che da quello prettamente politico, poiché, a fronte dell’aumento del bisogno di assistenza e della domanda di servizi di cura, si registra quella che il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, ha definito «crisi delle vocazioni»: le iscrizioni ai corsi di Farmacia diminuiscono e Assofarm avverte che il ricambio generazionale rischia di interrompersi.













