Avvenire di Calabria

L'argomento è stato al centro della Lectio Magistralis ospitata dall'Istituto superiore di Scienze religiose "Zoccali"

La presidente del Cif Micheli interviene all’Issr su fede e politica

A fare gli onori di casa il nuovo direttore professoressa Annarita Ferrato

di Vittoria Rodinò

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Il 27 ottobre scorso l’Istituto superiore di scienze religiose di Reggio Calabria, in collaborazione con il Centro italiano femminile, ha promosso la Lectio magistralis tenuta dalla professoressa Renata Natili Micheli, già docente dell’Issr Apollinare di Roma e attuale Presidente nazionale del Cif, dal titolo: “La teologia della liberazione: all’interno del dibattito teologico della teologia politica”.


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L’incontro si è aperto con il saluto del nuovo direttore dell’Issr “Monsignor Zoccali”, professoressa Annarita Ferrato, che ha voluto sottolineare la bellezza della collaborazione con le diverse realtà dell’arcidiocesi, già avviata con il predecessore, professor padre Pasquale Triulcio, presente all’evento nella veste di moderatore, il quale ha dato la parola alla presidente Cif della provincia di Reggio, Franca Carrabotta, che ha tratteggiato la storia del Centro femminile e le attività promosse. Il moderatore ha introdotto il tema della teologia della liberazione partendo da una domanda provocatoria, per poi delinearne alcune caratteristiche.

Ha fornito degli spunti di riflessione sulla situazione attuale e citando monsignor Oscar Romero, ha ricordato che «la fede cristiana non separa dal mondo ma ci immerge in esso, e la Chiesa non è un fortino isolato dalla città ma segue l’esempio di quel Gesù che visse, lavorò, lottò e morì nella città». Per questo motivo ha senso «parlare della dimensione politica della fede cristiana, delle ripercussioni della fede nel mondo e delle ripercussioni che l’inserimento del mondo provoca nella fede».

L'intervento della presidente del Cif Natili Micheli

La professoressa Micheli ha colto subito la provocazione che chiedeva: «La teologia della liberazione è morta?» rispondendo che ciò che riguarda l’attività del pensiero, «la sua elaborazione contestualizzata in un periodo storico, non si conclude mai, perché, anche quando non produce effetti immediati e non vi è traduzione del pensiero, produce sempre - ha aggiunto la presidente del Cif - effetti di continuità storica nel senso dell’elaborazione storica del pensiero stesso».

La Teologia della liberazione sembra essere tornata in auge negli effetti immediati di una traduzione pratica dei principi nella società «probabilmente perché papa Francesco viene dall’America Latina, terra in cui si è sviluppato tale tipo di pensiero, permettendo che la teologia passasse dalla semplice elaborazione all’applicazione pratica». La relatrice ha poi evidenziato che la teologia della liberazione nasce negli anni ‘60 ed è un primo esempio di Teologia cattolica elaborata fuori dall’Europa, dal contesto tradizionale, che «negli anni ha ricevuto numerosi atti giudicanti e di condanna dalla Congregazione per la dottrina della fede perché se ne riconosceva un pensiero di tipo marxista».

Continuando, Micheli ha presentato in modo sistematico le cause che hanno portato alla nascita di tale teologia, partendo dalla causa politica, cioè la condizione di estrema povertà dell’America Latina in relazione ai regimi dittatoriali, ma anche cause culturali, teologiche ed ecclesiali, individuando come culla la teologia politica di Metz. Sono stati presentati i temi, che vanno dalla denuncia del sottosviluppo dovuto a cause socio-politiche, il nuovo modo di pensare l’annuncio, l’opera di Cristo presentato come liberatore politico e chiaramente il ponte della salvezza umana e della dimensione escatologica.


PER APPROFONDIRE: L’Istituto superiore di Scienze religiose Zoccali ha una nuova guida


La Micheli ha parlato del metodo che viene adoperato, quello di contestualizzare storicamente e politicamente la situazione sulla quale si vuole riflettere perché si possa giungere alla pratica. Oggi sono stati recuperati alcuni temi nel magistero cattolico; ogni cristiano è chiamato a riappropriarsi della dimensione umana della fede, facendo in modo che le società si sviluppino secondo la propria storia e non secondo modelli unici; in un momento come quello attuale è fondamentale riflettere sul concetto di identità ricordando che non esiste un essere uguale all’altro. È stato un incontro interessante ed attuale vissuto in modalità integrata, con parte degli studenti e socie Cif in presenza e altri collegati da remoto.

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