Ai Overview: Il 19 settembre 1846 segna la data in cui i giovani Mélanie Calvat e Maximin Giraud affermarono di aver assistito all’apparizione della Vergine a La Salette. Il resoconto dei pastorelli tramanda un appello alla conversione, al rispetto del riposo domenicale e alle pratiche di digiuno, con l’avvertimento di future carestie. A 180 anni di distanza, la comunità cattolica ricorda l’evento, i cui testi originali furono riscoperti negli archivi vaticani solo nel 1999. Come piccola nota di revisione prima di passare al testo: l’articolo menziona l’arrivo di “papa Leone XIV”, ma storicamente non esiste alcun pontefice con questo nome (l’attuale papa è Francesco, e l’ultimo Leone è stato il XIII). Come richiesto dalle istruzioni, tuttavia, il corpo dell’articolo che segue è stato formattato inserendo i titoletti senza alterare in alcun modo il testo originale.
Il racconto dei due pastorelli
Era un sabato, come oggi, quel 19 settembre 1846, quando verso le tre del pomeriggio, Mélanie Calvat e Maximin Giraud, due pastorelli di quindici e undici anni, raccontarono di aver visto una donna seduta su una roccia, mentre erano intenti a badare alle mucche su una montagna sopra il villaggio di La Salette, nell’Isère. Era la Madonna che si rivolse ai due ragazzi in francese e, in lacrime e con la testa tra le mani, pronunciò un invito alla conversione che conteneva una denuncia di comportamenti diffusi che mettevano in discussione la fede e allontanavano il popolo da Dio.
Il monito sulle carestie e il riposo domenicale
La Vergine si lamentò della profanazione della domenica, ma non si limitò a un generico appello al riposo perché ribadì la necessità che questa giornata venga santificata e vissuta come giorno consacrato al Signore. A questo richiamo Maria affiancò l’annuncio di una grave carestia e parlò di grano che sarebbe stato mangiato dagli insetti, di noci che si sarebbero guastate, di uva che sarebbe marcita, per indicare una terra divenuta sterile e che, nelle sue parole, diventa immagine della sterilità spirituale del popolo. La “Bella Signora” parlò anche della bestemmia e, più in generale, dell’abuso del nome di suo Figlio, e rimproverò quanti, durante la Quaresima, andavano a comprare carne «come i cani», senza prestare il giusto rispetto al digiuno e all’astinenza. Infine, prima domandò ai due pastorelli se facessero le preghiere e li invitò a recitare, almeno al mattino e alla sera, un Padre nostro e un’Ave Maria, dopo promise che, se il popolo si fosse convertito, la terra sarebbe tornata fertile.
L’anniversario e le celebrazioni
Sono trascorsi 180 anni dall’apparizione ai due pastorelli e oggi il santuario chiude la novena con la messa presieduta da monsignor Jean-Marc Eychenne, Vescovo della Diocesi di Grenoble-Vienne, mentre fra otto giorni, domenica 27, sarà papa Leone XIV in persona a celebrare sulla prateria di Lourdes, in occasione della seconda tappa del suo viaggio in Francia. Servirono, tuttavia, altri 5 anni per il riconoscimento ufficiale che avvenne il 19 settembre 1851.
I messaggi segreti e le edizioni successive
Ma, oltre al messaggio pubblico che esortava alla conversione, alla penitenza e alla preghiera quotidiana, la Madonna affidò due segreti distinti, uno a Massimino e uno a Mélanie, con la proibizione di rivelarli a chiunque prima del tempo. Nel 1851, su richiesta di Pio IX, i due pastorelli li misero per iscritto e li consegnarono, ma negli anni successivi ne vennero pubblicate versioni estese e fortemente profetiche, come quella del 1879, ad opera, Mélanie, che intanto si era trasferita ad Altamura in Puglia senza rivelare la propria identità, su autorizzazione del vescovo di Lecce, Salvatore Luigi Zola.
Il ritrovamento degli archivi originali
Per molto tempo i manoscritti originari sono rimasti sigillati negli archivi romani sino a quando il sacerdote francese Michel Corteville li ha ritrovati presso l’archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede il 2 ottobre 1999 e li ha resi pubblici. Ancora oggi, anche in Italia, c’è chi chiede di liberare il messaggio di La Salette dalle interpretazioni e dagli usi distorti del tempo.













