Incontro Fuci a Roma, don Tauro: «Abbiamo parlato di pace e diritti»

Studenti universitari provenienti da tutta Italia si sono incontrati per vivere un’esperienza di formazione teologica, culturale e sociopolitica
Fuci Reggio Calabria Roma

L’assistente del gruppo della Federazione universitaria cattolica di Reggio Calabria, don Davide Tauro, racconta l’esperienza vissuta ai lavori del decimo Modulo formativo della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) che si sono svolti dal 4 al 6 novembre a Roma, presso la Casa Domus Mariae in via Aurelia. Tre giorni in cui studenti universitari provenienti da tutta Italia si sono incontrati per vivere un’esperienza di formazione teologica, culturale e sociopolitica.


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Ai lavori ha partecipato anche don Davide Tauro, assistente Fuci del gruppo di Reggio Calabria intitolato a don Domenico Farias: «Abbiamo vissuto un’esperienza di alta formazione spirituale e culturale, in un clima di convivialità e amicizia sincera – racconta il sacerdote reggino -. Porto, inoltre, nel cuore la bellissima ed edificante esperienza di fraternità sacerdotale vissuta tra noi assistenti ecclesiastici». Il titolo della riflessione che ha accompagnato tutti i partecipanti è stato “D(i)ritti alla pace. Costruire la pace nella realtà che abitiamo”.

Gli Universitari cattolici a confronto sulla Pace

«La questione della pace e il suo rapporto con la giustizia – si legge in una nota diffusa dalla Federazione universitaria cattolica italiana – scuotono e interpellano le nostre vite e le nostre coscienze, tanto più ora che abbiamo visto tornare nello scenario europeo un conflitto aperto e manifesta violenza, dopo anni in cui la coesistenza e la convivenza pacifica tra i popoli sembravano dare solido fondamento al sogno della casa comune europea».


PER APPROFONDIRE: Don Farias, quando la cultura è sinonimo di impegno


Il tema è stato declinato in diverse accezioni e in diversi contesti, grazie agli interventi di don Leonardo Salutati e padre Alberto Remondini. «La speranza che la guerra possa avere fine il prima possibile e che si possa lavorare congiuntamente per raggiungere un equilibrio equo e condiviso ci spinge a interrogarci su quale impegno per la pace è oggi richiesto a noi giovani, e a noi giovani cristiani».

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