L’eredità di Franco Massara, uomo per il Bene Comune

di Antonio Cannizzaro – Ricorre in questi giorni il secondo anniversario della salita al cielo di Francesco Massara, laico cattolico calabrese, precursore e testimone della visione ecclesiale, oggi, di papa Francesco.

Nato a Condofuri (Reggio Cal.) nel 1936, ricevette in ambito familiare, soprattutto materno, una formazione ricca dei valori etici e religiosi della migliore tradizione cristiana del mondo popolare calabrese. 

Formatosi culturalmente al Don Guanella di Roma e al Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, si laureò in Giurisprudenza all’Università di Messina. Giovanissimo fu delegato della Gioventù Italiana di Azione Cattolica per la diocesi di Bova e, nello stesso periodo, fu nominato assistente sociale dell’ONARMO, tra i primi, in assoluto, in Italia.                                                                                                             

Dirigente di prestigio delle Ferrovie dello Stato, fu anche militante nella Cisl, distinguendosi per il suo impegno a favore dell’autonomia e, al tempo stesso, dell’unità sindacale. Espresse, tuttavia, la pienezza della sua personalità politica, culturale ed ecclesiale all’interno dell’associazione e del mondo delle Acli, nelle quali assunse importanti responsabilità dirigenziali a livello provinciale, regionale e nazionale.                                              

Componente attivo del Consiglio pastorale della parrocchia di San Giorgio al Corso, laico impegnato nell’animazione pastorale diocesana, pose a fondamento del suo servizio in ambito ecclesiale e sociale la Dottrina della Chiesa del Concilio Vaticano II. Entusiasta della figura di papa Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, fu amico e confidente personale del santo arcivescovo Mons. Giovanni Ferro.                                         

Collaborò per molti anni con L’Avvenire di Calabria, pubblicando articoli di contenuto politico, sociale e culturale e, da studioso competente della realtà calabrese e meridionale, partecipò attivamente alle iniziative organizzate dal CIS della Calabria, curando un ciclo di incontri dal titolo “Questione sociale e del lavoro, Dottrina della Chiesa ed encicliche sociali”. E’ stato autore di due interessanti pubblicazioni: una sulla storia e la realtà delle Acli, l’altra, quasi autobiografica, su Condofuri e l’area grecanica delle sue origini.                              

Non possiamo non consegnare alla storia della santità laicale la sua testimonianza di fede e di amore resa visibile sul letto del dolore e della morte: sempre in preghiera come Cristo in croce, santo tra i santi nell’eternità beata.                                          

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