Libertà religiosa, aumentano gli ostacoli ”istituzionali”

In molti Paesi del mondo comunità e singoli credenti trovano ostacoli nel vivere le loro pratiche e affermare il proprio credo

Purtroppo lo spazio per professare la propria religione nel mondo non è così aperto. Sebbene il diritto di credere e testimoniare la propria fede fatichi ad affermarsi. Così in molti Paesi del mondo comunità e singoli credenti trovano ostacoli nel vivere le loro pratiche,affermare il proprio credo, manifestare la loro appartenenza.
Un rapporto del Pew research center mostra l’andamento nel tempo delle restrizioni governative per le religioni nelle diverse regioni del mondo. Il risultato non è incoraggiante: la tendenza in questi ultimi dieci anni mostra un aumento della diffidenza verso le religioni, specialmente le religioni di minoranza nei diversi Stati.
Si riscontra, così, che nel 2016 – dato disponibile più recente – c’è un’ampia quota di Paesi, dove il livello di restrizioni e di ostacoli verso le religioni è molto alto: nel 42%, cioè 82 Paesi, ci sono atti ostili compiuti da governi o da formazioni sociali, in crescita rispetto al 40% del 2015, ma soprattutto al 29% del 2007 (58 paesi). Le aree dove è più facile incontrare restrizioni sono il Medio Oriente e il Nord Africa, Poi l’Asia e l’area del Pacifico, mentre intensità minori si trovano nel continente sub-sahariano, in Europa e nelle Americhe.
Però, proprio nelle aree americane ed europee, dove l’intensità è minore, si riscontrano i livelli più alti di ostilità sociali verso le religioni. In Europa si è passati dall’1,7% al 2,7%. La crescita di intimidazioni e molestie afferma la ricerca è sa attribuirsi ai partiti e alle organizzazioni nazionaliste. Nel Vecchio Continente ad essere presi di mira sono soprattutto i musulmani. Ma in tutto il mondo sono le tre religioni del libro ad essere le più colpite: ebrei, cristiani e musulmani. In particolare questi ultimi due gruppi di fedeli si spartiscono il triste primato di incontrare le maggiori restrizioni a livello governativo e le maggiori ostilità a livello sociale. Negli ultimi dieci anni infatti c’è stato un incremento delle limitazioni imposte ai musulmani più ampio di quelle imposte ai cristiani, invece a livello sociale sono i cristiani a incontrare le maggiori difficoltà.
Bisognerebbe comprendere a fondo le cause delle discriminazioni che ancora appaiono evidenti verso le religioni. L’origine dell’ostilità però sembra nascere a volte da pregiudizi e stereotipi, che non hanno motivazioni concrete, altre volte da ragioni politiche che cercano di costruire identità per contrasto vista l’attuale debolezza delle appartenenze diverse da quelle religiose. Così la forza attrattiva del sistema di credenze viene usato per contrastare altri modelli, invece di costruire il dialogo nella cultura della differenza.

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