Lotta all’azzardo: Csi e Fict lanciano il villaggio itinerante

Sport di base ed azzardo, un connubio impossibile. Soprattutto per chi, come il Csi di Reggio Calabria, dal 2013 ha avviato – assieme al Cereso – un percorso di ricerca e sensibilizzazione sul Gap. Già da quell’indagine, su un campione di giovani tra i 19 ed i 29 anni, l’86% dei ragazzi ha giocato o gioca d’azzardo: il 36% al gaming online e il 28% alle slot machine.In occasione della nona edizione della Notte Rosa, meeting regionale del calcio a cinque femminile, è stata consegnata una maglia brandizzata “Off Side, l’Azzardo non è un gioco”. A riceverla la giovanissima azzurra Silvia Praticò, talento reggino della selezione nazionale under 16. Un gesto che però non resterà tale. Tutto il campionato provinciale del calcio a 5 femminile indosserà le magliette con lo slogan contro il videopoker. Ma questo è solo il punto di partenza di un Patto educativo prossimo alla firma tra due soggetti istituzionali che avvieranno un progetto sul tema della prevenzione sul gioco d’azzardo proprio attraverso la pratica sportiva. «A giorni – svela Paolo Cicciù, presidente provinciale e consigliere nazionale del Csi – sarà firmato un Patto educativo tra i presidenti nazionali di Fict, federazione italiana comunità terapeutiche, e Csi». Un progetto che i due massimi rappresentanti, Luciano Squillaci e Vittorio Bosio, applicheranno partendo proprio dalla «buona prassi» del comitato reggino del Centro Sportivo Italiano. Reggio Calabria, in questo caso risponde per prima presente ad un appello generazionale che non può essere surrogato dai denari della sponsorizzazione. «Sappiamo – prosegue Cicciù – leggendo le cronache locali come la ‘ndrangheta sfrutti la bacinella dell’azzardo per riciclare i propri denari sporchi. Lo denota l’operazione “Gambling” ed il rischio è che un settore economicamente in crisi come lo Sport, soprattutto quello di base, si faccia attrarre da investitori che sfrutterebbero la passione di tanti ragazzi senza però condividerne l’origine stessa della pratica sportiva». Questione di valori. Così Csi e Fict si metteranno insieme, l’uno accanto all’altro, in un progetto che parte da Reggio Calabria per estendersi su tutto il territorio nazionale. Tante le attività in cantiere: a partire dall’animazione socio-sportiva, fuori dalle sale giochi che insistono in aree vicino alle scuole, per creare un vero e proprio villaggio itinerante multidisciplinare, all’interno del quale verranno sottoposti i giovani sportivi ad un indagine a campione sul fenomeno del Gap ed avranno la possibilità di confrontarsi con esperti e terapeuti proprio su questo tema. Ed ancora il primo campionato NoSlot destinato agli istituti scolastici di tutta Italia accompagnati dai forum di confronto in classe; ma anche percorsi di formazione con i dirigenti sportivi, gli insegnanti e genitori dei ragazzi per riconoscere i primi segni di ludopatia. «Nel corso degli ultimi anni abbiamo avuto testimonial importanti, come Andrea Zorzi, in questa battaglia che però conduciamo pressoché da soli. Quindi è importante fare rete – conclude Paolo Cicciù – tra quelle agenzie educative, come il Csi e la Fict, per programmare ad ampio raggio interventi concreti per i nostri giovani e per le loro famiglie».

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