Avvenire di Calabria

Scrive l'Ordinario Militare per l'Italia: «in questa pandemia, grazie anche agli inviti di Papa Francesco, percepisco un peculiare dono e appello alla fraternità universale»

Marcianò ai cappellani: sto migliorando ma la ripresa è lenta

Redazione Web

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di M. Michela Nicolais* - “Sto migliorando e il tampone è negativo, ma la ripresa molto lenta, caratterizzata da tanta debolezza, a parere dei medici dovrebbe tenermi lontano dagli impegni pastorali almeno fino ai primi di dicembre; tra l’altro, come sappiamo, l’attuale situazione sanitaria assume toni sempre più preoccupanti, che rendono pressoché impossibile ogni programmazione”. È quanto scrive mons. Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, in una lettera ai cappellani militari.

“Non è la prima volta - prosegue il presule - che vivo la malattia o il ricovero ospedaliero ma, in questa pandemia, grazie anche agli inviti di Papa Francesco, percepisco un peculiare dono e appello alla fraternità universale”. “È la santità il balsamo di consolazione e speranza di cui, nell’attuale terribile pandemia, l’uomo ha infinito bisogno”, la tesi di Marcianò: “E la santità è il frutto della vita di tanti di voi, soprattutto voi sacerdoti che, in questa situazione concreta, portate consolazione e speranza ai nostri militari e alle loro famiglie, alla nostra Chiesa, al mondo, stretto nuovamente, e in modo più stringente, nella morsa dell’angoscia, mentre purtroppo non cessano gli strazi del terrorismo, della violenza, delle calamità naturali”. “Continuate a prendervi cura così della vita e della dignità di tutti coloro che il Padre vi ha affidato e trasmettete loro il mio affetto di padre e pastore, esprimendo una particolare e commossa gratitudine ai tanti che hanno pregato e pregano per me”, l’invito ai cappellani.

*Agensir

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